Lo sapevi che ci sono i fiordi anche nell’Adriatico? Scopri queste bocche e un paesaggio mai visto prima

Claudia Giammatteo  | 07 Mar 2026
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Situate nel cuore del Mare Adriatico meridionale, le Bocche di Cattaro rappresentano uno dei paesaggi naturali più affascinanti d’Europa. Spesso definite il più grande fiordo dell’Europa del Sud — sebbene in realtà si tratti di un antico canyon fluviale sommerso dal mare — queste spettacolari insenature si estendono per circa 12.000 ettari, formando un sistema articolato di baie e canali che penetrano profondamente nella costa del Montenegro.

Le acque calme e profonde si insinuano tra i pendii ripidi e ricoperti di vegetazione dei monti Lovćen e Vrmac, creando un ambiente naturale di straordinaria suggestione. Qui il contrasto tra il blu intenso del mare, il verde delle montagne e i profili delle antiche cittadine costiere dà vita a un paesaggio quasi teatrale, dove natura e storia convivono in perfetta armonia.

Non a caso questo luogo è conosciuto anche come “la sposa dell’Adriatico”: un appellativo poetico che richiama la sua eleganza e la sua bellezza luminosa, capace di conquistare chiunque vi approdi. Tra borghi medievali, chiese affacciate sull’acqua e montagne che sembrano custodire la baia come un anfiteatro naturale, le Bocche di Cattaro offrono uno spettacolo che cambia colore e atmosfera con il passare delle ore.

Ma ora andiamo lla scoperta di questo mondo quasi fatato, dove ogni curva della costa nasconde un nuovo scorcio da ammirare e ogni pietra racconta una storia antica. Qui il tempo sembra rallentare, invitando il visitatore a immergersi completamente nella magia di uno dei paesaggi più incantevoli dell’Adriatico.

Bocche di Cattaro: un’escursione davvero particolare

171506708Il look così aspro e variegato delle Bocche di Cattaro è dovuto alle rocce calcaree che la natura modella con il fenomeno del carsismo. Qui l’acqua piovana scompare nel sottosuolo, originando fiumi sotterranei che diminuiscono la salinità del mare. L’ambiente è davvero unico, tra pini, oleandri, allori, grazie al clima che varia, nel giro di qualche chilometro, da mediterraneo a subalpino. È, dunque, possibile ammirare molti habitat per flora e fauna, tra cui diverse specie endemiche come la Clausilia catharensis. Si tratta di una lumaca che vive sulle antiche mura della città di Kotor-Cattaro. La bellezza naturalistica è certamente dovuta alla posizione delle Bocche di Cattaro, tra Oriente e Occidente, in un mix di culture riconosciuto anche dall’UNESCO.
Dal punto di vista geomorfologico, le bocche sono valloni fluviali invasi dal mare e occupano una superficie di 87 chilometri quadrati. Sono il risultato di più bacini: a nord, verso la Croazia, sono delimitate dalla penisola di Vittaglina (in slavo Prevlaka) e dalla Punta d’Ostro (o Punta Acuta), a sud dalla Punta d’Arza. Scendendo, il canale di Combur (Kumbor) “traghetta” verso il bacino più grande, che è la baia di Teodo (Tivat). Da qui, attraverso lo stretto delle Catene, largo solo 300 metri e lungo 2 chilometri, si accede agli altri bacini più piccoli, cioè il golfo di Risano e il golfo di Cattaro nel cui punto più meridionale è stata costruita l’omonima città.Per la loro particolare conformazione, le Bocche di Cattaro sono uno strategico luogo militare; questa zona è stata utilizzata comebase navale militare sia dai veneti sia dall’Impero austro-ungarico.
Kotor-Cattaro non è tanto grande, ma entrando dalle sue antiche mura (esempio ben conservato di fortificazione urbana) è possibile ammirare il centro storico che ricorda un po’ leatmosfere veneziane (del resto il Montenegro è stato governato dalla Serenissima). Ci sono circa trenta chiese, di cui quattro medioevali, come San Luca del 1195, e la cattedrale di San Trifone, la cui costruzione è iniziata addirittura nel IX secolo, e dodici piazze (la più grande è Piazza d’Armi).

Bocche di Cattaro: l’itinerario

Alle Bocche di Cattaro si giunge da nord, attraverso la litoranea che proviene dalla Croazia. Un viaggio lungo, di immersione naturalista, tra paesaggi incantevoli. Suggestivi anche i collegamenti marittimi dall’altra sponda dell’Adriatico: da Bari e Ancona partono i traghetti per Bar, che dista un’oretta di bus dalla baia. C’è pure l’aeroporto di Tivat, a una decina di chilometri di distanza. Dopo un giro per la baia, si consiglia di lasciare la costa e dirigersi verso l’entroterra montenegrino.Tornanti, rocce e tanti pini neri: un paesaggio molto dolomitico, se non fosse per le rocce scure. Dall’alto, lo sguardo sulle Bocche, il cui profilo sembra un ricamo sull’acqua, è impareggiabile. E non è possibile non citare la frase del poeta Ljuba (Ljubomir) Nenadovic: “Mi sembra strano che il sole possa tramontare su tale bellezza”.
Claudia Giammatteo
Claudia Giammatteo

Giornalista pubblicista, laureata in lettere. Scrivo da sempre, prima per passione, poi anche per lavoro, prima sulla carta stampata e ora sul web per raccontare brand, luoghi ed esperienze.

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