
Ci accodiamo per alcuni giorni alla delegazione del Parco Regionale dei Castelli Romani, ospite del Parco Nazionale di Krka, un delizioso angolo della Dalmazia storica, dove acqua e natura segnano il paesaggio punteggiandolo di fiumi impetuosi, potenti cascate, corsi d’acqua mai domi, isole sbriciolate nel blu dell’Adriatico, altopiani carsici, fitti boschi di leccio e roverella.
In questo angolo di paradiso l’uomo peraltro non è stato certo a guardare: nel medioevo fonda Sebenìco, la più antica città croata, distesa sulla costa, presso la foce del fiume Krka (Cherca), in un porto naturale collegato al mare dal canale di Sant’Antonio, a 20 chilometri da Spalato.
Panorama dalla Fortezza di San Michele
Altre civiltà e uomini affluirono in queste zone, tra cui anche i romani, ma la parte del leone (!) la fa senza dubbio la Repubblica di Venezia, la quale vi si trattiene per circa quattro secoli marcando il periodo di maggior splendore di questo insediamento marittimo, a un passo da una delle zone protette più belle della Croazia.
Visualizza questo post su Instagram
Stiamo descrivendo il primo viaggio internazionale del progetto Park Beyond the Park – Il Parco fuori dal Parco, format ideato ad hoc per il Parco Regionale dei Castelli Romani da Francesca Barbarancia, giornalista e dottoranda in IA – che fa leva su un concetto un po’ alla Carlo Magno (il quale si spostava di continuo con la sua Corte): far uscire il parco dai propri confini, allo scopo di collegarlo con altre aree protette.
In tal modo le rispettive delegazioni hanno l’occasione di scambiare idee e buone pratiche, confrontando problemi e condividendo soluzioni, nello spirito di costruire collaborazioni proficue e durature per un ambiente sano e condiviso, ma anche produttivo di benessere dal punto di vista economico e di ricadute sul territorio.
Alla base del progetto naturalistico vive un’idea di sostenibilità integrata, nella quale tutela dell’ambiente, sviluppo economico e dimensione sociale dialogano in chiave non conflittuale ma complementare.
Proteggere un territorio, infatti, significa in primis conservarne biodiversità e paesaggio, ma anche consentire alle comunità che lo abitano di interagire con esso. Agricoltori, pescatori, gestori dell’accoglienza, artigiani, ristoratori, produttori, guide e operatori turistici fanno parte dell’ecosistema umano di un parco tanto quanto boschi, rilievi, corsi d’acqua e sentieri fanno parte di quello naturale.
Il confronto tra parchi diventa così uno strumento concreto e operativo, senza fronzoli: capire come altri territori bilanciano il valore primario del territorio con i flussi turistici, la mobilità, l’educazione ambientale, il rapporto con le imprese locali e la valorizzazione dei prodotti agroalimentari; non certo per replicare o attingere automaticamente a un modello, ma per confrontare esperienze e trarne spunti.
Ed è proprio dalla scoperta del territorio del Parco Nazionale di Krka che questa filosofia comincia ad assumere una dimensione reale.
Arrivo a Spalato in sorvolo
Da Roma il volo è verso Spalato dove atterriamo poco prima del tramonto. Dopo una trentina di minuti a bordo di un pulmino raggiungiamo Šibenik, città affacciata sull’Adriatico alla foce del fiume Krka (Cherca).
Scendiamo all’Hotel Bellevue, comoda struttura a 4 stelle edificata sul molo a un soffio dal mare: anziché prendere il taxi di terra (seppur possibile) si sale sulla barca. L’orologio tuttavia corre tiranno e dobbiamo fare i conti con il tempo che abbiamo prima di ritirarci nelle rispettive camere. La parte iniziale della serata la dedichiamo a una rapida cena nel ristorante interno. Il menu è imposto a causa dell’orario di arrivo ma buono: vellutata al pomodoro e secondo di branzino con fagiolini innaffiati da un sauvignon locale di qualità. È il primo contatto con l’enogastronomia della Dalmazia. Come da impressioni visive dall’oblò in fase di atterraggio, sembra che mare e terra continuino a rincorrersi e dialogare anche…nei piatti.
Visualizza questo post su Instagram
Dopo cena, uscendo dall’hotel in perlustrazione “digestiva”, abbiamo il privilegio di conoscere la città vecchia di Sebenìco a notte fonda. La sorpresa, mista a meraviglia ed eccitazione, è grande, avvolta e accarezzata dal fascino notturno.
Sebenico di notte
Luci dai riflessi giallo-arancio e tenebre danzano intrecciandosi lungo uno straordinario impianto di pietra bianca d’Istria, riverso sul bordo del mare dalmata.
Sebenico di notte. La cattedrale di San Giacomo
Dinanzi ai nostri occhi, immerso nel silenzio, un dedalo verso l’alto di case e palazzi d’epoca veneziana stretti fra loro, disseminato di camminamenti, viuzze e scorci in saliscendi, scalinate maestose piazzette, balconcini, logge, fregi, bassorilievi ed elementi architettonici rinascimentali.
Un’ora di trekking urbano così bello non ce lo ricordavamo da un pezzo.
Sebenico di notte
Firma del Protocollo tra il Parco Regionale dei Castelli Romani e il Parco Nazionale di Krka
A Sebenìco, la mattina seguente, arriva il primo risultato concreto alla base del progetto Park Beyond the Park: la firma dell’accordo di cooperazione tra il Parco Nazionale di Krka e il Parco Regionale dei Castelli Romani. Negli uffici del Comune la cerimonia si svolge tra la delegazione italiana, composta dal Presidente del Parco Regionale dei Castelli Romani Ivan Boccali e dal Direttore generale del Parco Francesco Ciferri, e quella croata, costituita da Nella Slavica, Direttrice del Parco Nazionale di Krka e Paško Rakić, Prefetto della Contea di Sebenìco Tenin.
Visualizza questo post su Instagram
È il primo tassello che nasce nell’ambito di Park Beyond the Park e rappresenta soprattutto un punto di partenza.
La prospettiva è quella di trasformare le relazioni istituzionali in scambi reali: esperienze tra operatori e personale dei parchi, progetti comuni, attività educative e, in futuro, anche scambi tra scuole e giovani dei rispettivi territori.
La formazione delle nuove generazioni occupa infatti un posto centrale, quello della consapevolezza ambientale. Immaginare ragazzi dei Castelli Romani che trascorrono alcuni giorni a Krka, e giovani croati che scoprono sentieri, boschi, laghi vulcanici e paesi nell’anello verde a un passo da Roma, significa dare alla parola “gemellaggio” un contenuto molto più ampio e concreto, dove la firma del protocollo è solo la miccia.
E poi c’è il turismo, gli scambi culturali e le sinergie tra filiere produttive dei rispettivi territori.
Dopo la firma dell’accordo, caffè tra delegazioni per festeggiare in un grande bar coi tavolini esposti sul lungomare e breve percorso sulle quattro ruote per arrivare a un ingresso del parco denominato Lozovac. Successivo imbarco su un trimarano al fine di solcare le acque del fiume Krka in direzione del Convento francescano di Visovac, delle cascate di Roški Slap e poi di quelle di Skradinski Buk. Sulla barca acqua, bibite e graditissime castagnole che meritano almeno un bis.
Solcando il fiume Krka
Giornata limpida, luce scintillante, clima perfetto. Al primo contatto tra il legno e l’acqua, tra i nostri sguardi e il paesaggio circostante, il fiume Krka, condiviso tra acqua dolce, zona salmastra e mare aperto, dà una sorta di scossa, un messaggio profondo. Esso vive, ci sussurra, in una dimensione quasi ritirata dal resto del mondo; corre silenzioso attraverso stretti canyon, gole e anfratti rocciosi, canneti e grandi macchie di giunchi, altopiani boscati disabitati e quiete insenature, sprigionando sfumature d’acqua dal blu cobalto al verde smeraldo. Osservando il carattere selvaggio del contesto naturale che, con fare alchemico, unisce l’elemento liquido, la pietra carsica, la flora, gli uccelli acquatici e palustri (tra cui grandi stormi di cormorani in caccia), le libellule e tante altre specie animali in assoluta libertà, il pensiero corre ad alcuni versi di una sorprendente poesia scritta da Paul Éluard, tra i maggiori esponenti del movimento surrealista, che la dedica alla ragazza amata:
“La terra è blu come un’arancia
…
Le vespe fioriscono verde
….
Ali coprono le foglie
Tu hai tutte le gioie solari
Tutto il sole sulla terra
Sulle strade della tua bellezza.”
Isola di Visovac
Il fiume Krka non “sfocia” nel lago di Visovac ma lo attraversa: il lago infatti costituisce una sorta di ansa tra le cascate di Roški slap e quelle di Skradinski buk. In mezzo al lago, con un effetto “fata morgana” si materializza l’isolotto di Visovac che ospita un antico convento francescano.
Piccola, verdissima, quasi irreale, l’isola irrompe sulla superficie del lago. Sbarchiamo per una visita di circa mezz’ora, sufficiente per percepire il carattere appartato del luogo, che prevede una chiesa, fondamentale per la vita liturgica e la preghiera quotidiana della comunità religiosa, dei giardini, un orto e un piccolo museo contenente quadri del settecento e dei crocifissi di pregio. Frate Tino, che insieme ad alcuni confratelli presidia il convento, ci offre una grappa, dei fichi e delle giuggiole appena colte.
Roski Slap
La rotta fluviale continua verso le cascate e lo scenario di Roški Slap in cui, tra alte scogliere, si intravedono anche degli impianti idroelettrici e alcuni ruderi industriali. Il paesaggio, palustre e pescoso, popolato da cigni e uccelli acquatici, appare modellato dall’incontro tra natura e presenza umana. Da vedere anche dei mulini ad acqua restaurati, alcuni dei quali ospitano piccole esposizioni, botteghe artigiane e punti di ristoro.
Ci fermiamo per il pranzo a buffet servito all’esterno incamminandoci successivamente sul “sentiero didattico circolare”. A monte della cascata di Roški Slap si possono vedere le cascate minori chiamate le “collane”. Poco dopo si raggiunge lo slargo pianeggiante e aperto del canyon dove il fiume Krka si allarga per poi gettarsi, poco più a valle, nel lago di Visovac.
Area di Roski Slap
Skradinski Buk
Nel pomeriggio raggiungiamo in barca Skradinski buk, probabilmente il luogo più conosciuto e frequentato del parco.
In una ampia ansa il fiume Krka forma grandi e spettacolari cascate, incorniciate da fitti boschi. Specchi d’acqua e piccoli salti contrassegnano questo tratto del fiume che si snoda sinuoso verso il mare. L’area delle cascate è attraversata da un ponte in legno da cui si vedono banchi di pesci e uccelli acquatici. Una serie di passerelle munite di staccionate consentono di entrare nel cuore dell’ecosistema della zona percorrendo un anello verde, quasi sospesi tra acqua e vegetazione.
Il fragore dell’acqua accompagna il cammino, ma basta allontanarsi di pochi metri perché tornino a dominare il verde intenso, i richiami degli uccelli, il ronzio degli insetti e lo stormire delle foglie.
A poca distanza, anzi sul percorso, si può visitare un villaggio etnografico all’aperto con edifici storici, tra cui alcuni mulini, e spazi espositivi diffusi lungo un percorso pedonale di quasi 2 chilometri.
Qui il trekking non punta alla conquista di una vetta o ad accumulare chilometri. Si cammina per osservare, sentire, respirare, entrare nel mood.
Skradinski buk nel sottobosco vicino alle cascate
L’ultima parte della giornata ci vede ancora una volta a bordo della nostra imbarcazione, fino ad arrivare, all’imbrunire, al ristorante Vidrovača. Il luogo è particolare ed esclusivo, raggiungibile solo via mare, a qualche minuto da Scardona, al confine del Parco Nazionale di Krka. Come se nulla fosse si attracca come gli altri clienti nel porticciolo del ristorante, una classica Konoba con tavoli in legno. Subito siamo avviati a un tavolo proprio sul bordo del mare. Grande e memorabile cena a base di pesce freschissimo: su tutto delle deliziose bistecche di tonno cotto alla perfezione. Cibo buonissimo, vini di qualità (bollicine e vini bianchi), personale molto gentile. Riprendiamo il battello per una decina di minuti in direzione di Scardona. A bordo tutti a bocca aperta e naso all’insù ammirando il meraviglioso (e quasi primitivo) cielo stellato offerto dalla notte dalmata. Solo per lo strepitoso firmamento osservato, quasi una mappa astrale aumentata, il viaggio andrebbe programmato di per sé e anche di corsa. Rientro a Sebenìco dopo circa 25 minuti di macchina.
Giardino segreto di Sebenico
Il giorno successivo lo dedichiamo in modo molto più “scientifico” alla scoperta di Šibenik in quanto accompagnati da una guida.
Sotto il dominio della Serenissima per secoli, le strade e le piazze di Sebenìco vennero pavimentate con blocchi di pietra calcarea come la celebre pietra dell’isola di Brač o la pietra d’Istria.
Cattedrale di Sebenico
Camminare nel centro storico significa entrare in un labirinto verticale petrino di rara bellezza. Vicoli stretti, scale, archi e piccole piazze salgono e scendono seguendo la fisionomia della città. Ripercorrere con la luce del sole le stradine lastricate di elegante pietra bianca, già intraviste durante la nostra passeggiata notturna della prima sera, consente di apprezzare ancor di più la bellezza del crescendo di mura difensive, campanili e chiese storiche, tra cui l’incantevole Cattedrale di San Giacomo (Patrimonio mondiale Unesco).
particolare del battistero – Cattedrale di Sebenico
A mano a mano che si sale ammiriamo ancora una volta la candida trama architettonica e i basolati della città vecchia, passando per il Giardino Mediterraneo del Monastero di San Lorenzo, fino ad arrivare alla Fortezza di San Michele, la più antica delle fortificazioni cittadine, costruita su uno sperone roccioso.
Vista dalla Fortezza di San Michele
Lo sguardo dall’alto corre sulla città, sulla baia, sul Canale di Sant’Antonio che porta in mare aperto, e verso la foce del Krka. Dalla fortezza la geografia diventa improvvisamente comprensibile: terre, fiume e blu marino entrano tutti nel medesimo campo visivo. L’orizzonte riflette tinte maldiviane per le brulle sagome delle isolette Incoronate, sparpagliate in lontananza come sementi nell’Adriatico, ma anche considerando le due isole ben più ravvicinate di Prvić e Zlarin.
Visualizza questo post su Instagram
museo Vrancic – sala centrale
Arriviamo in taxi-boat con la guida e visitiamo il Faust Vrančić Memorial Centre, interessante spazio museale dedicato allo scienziato, inventore e umanista dalmata legato all’isola, caratterizzata da borghi in pietra, vicoletti tranquilli, spiagge e calette appartate, ristoranti tradizionali.
Visualizza questo post su Instagram
Museo del corallo
A Zlarin visitiamo il Croatian Coral Center, museo dedicato a una delle tradizioni identitarie dell’isola: il corallo.
È un’altra tessera del mosaico. La sostenibilità di un territorio non passa soltanto dalla conservazione della natura, ma anche dalla capacità di mantenere memoria di mestieri, saperi e culture locali, in questo caso espressione della pesca e della lavorazione del corallo mediterraneo.
Dopo la visita ci fermiamo per un lauto pranzo pomeridiano alla Konoba Prslika.
Antipasti a non finire, prevalentemente ittici, risotti e primi di qualità. Come sempre i vini locali svolgono la loro parte con onore. Luogo ameno e rilassato con tavoli anche all’esterno del locale.
Rientro a Sebenìco e tempo libero.
Fortezza di San Nicola
La mattina dell’ultimo giorno di visita è dedicata a uno dei luoghi più suggestivi dell’area di Šibenik: il Canale di Sant’Antonio.
Il canale, lungo poco più di due chilometri, collega la baia di Šibenik con il mare aperto ed è un passaggio naturale protetto dal 1974.
Qui mare, macchia mediterranea e architettura militare finiscono per sovrapporsi.
Ci dirigiamo verso la Fortezza di San Nicola, collocata proprio all’ingresso del canale.
Fortezza_San_Nicola
Vista dall’acqua, il manufatto rinascimentale incute timore e anche un senso di perenne attesa.
Costruita nel XVI secolo su progetto dell’architetto militare veneziano Michele Sanmicheli, la fortezza faceva parte del sistema difensivo veneziano realizzato tra il XV e il XVII secolo ed è oggi inserita nel patrimonio mondiale UNESCO.
Chi controllava questo punto dominava l’accesso marittimo a Šibenik. La fortezza sembra infatti emergere direttamente dal mare, solida e massiccia sentinella di pietra posta a difesa dell’imbocco in direzione della città. Storicamente non è mai intervenuta a difendere l’accesso a Sebenico, ma la sua struttura rivela che sarebbe stata pronta a farlo in qualsiasi momento. Nella parte interna del manufatto la natura meno prevedibile detta le sue leggi. Anche se si tratta di un’opera rinascimentale in muratura e non di una grotta naturale, secoli di infiltrazioni d’acqua attraverso le volte di mattoni e pietra calcaree hanno avviato un processo di deposizione minerale. Questo ha portato alla nascita di piccole stalattiti e stalagmiti, ben visibili soprattutto nei livelli inferiori e sotterranei della fortezza.
Visualizza questo post su Instagram
Breve stop nella vicina Baia di Minerska per andare al Centro Visitatori del Canale di Sant’Antonio, punto informativo e multimediale dedicato alla biodiversità nonché al patrimonio naturale e culturale del Canale e della Contea di Sebenìco e Tenin.
Sulla terrazza del Centro, tra pini marittimi, dolce brezza e risacca del mare, coffee-break , insieme alla delegazione del Parco Nazionale di Krka che ci ha accompagnati per tutto il nostro viaggio, con grande gentilezza, disponibilità e simpatia.
Delegazioni presso il Centro Canale San-Antonio.
Ed è anche l’ultima immagine che portiamo a casa dalla Dalmazia: blu profondo ovunque ti giri, pietra, luminosità brillante, boscaglia litoranea, pini di Aleppo e tanta cordialità racchiusi nello stesso paesaggio.
Ma Park Beyond the Park nasce proprio perché un viaggio non finisca nel luogo in cui è cominciato.
Dopo la visita croata il percorso proseguirà infatti in Italia: dal 19 al 22 ottobre il Parco Regionale dei Castelli Romani accoglierà la delegazione del Parco Nazionale di Krka
Un nuovo incontro destinato ad ampliare la rete e a preparare un secondo accordo di collaborazione nell’ambito del progetto.
Il meccanismo è quello della reciprocità: andare per conoscere e poi accogliere per farsi conoscere.
Boschi e laghi vulcanici dei Castelli Romani, cascate e fiume Krka sono realtà molto differenti, ma possono trovarsi di fronte agli stessi interrogativi: come proteggere un ecosistema senza trasformarlo in una teca? Come distribuire i benefici del turismo sul territorio? Come evitare il mordi e fuggi? Come coinvolgere chi vive nel Parco? Come trasmettere ai giovani il valore di ciò che li circonda?
La sostenibilità passa anche dalla linfa vitale: il cibo a filiera corta.
Come già accade nei Castelli Romani, anche in Dalmazia il rapporto fra turismo e catena agroalimentare può diventare uno degli strumenti per trattenere valore economico sul territorio.
Ristoranti, piccole produzioni, pescato, olio, vino, prodotti agricoli e ricette tradizionali sono parte integrante del paesaggio culturale.
Il turista consapevole non attraversa soltanto un luogo, lo abita. Vi dorme, vi mangia, cammina, acquista prodotti, incontra persone. In questo senso può contribuire a un modello nel quale la tutela ambientale non è antagonista dell’economia locale ma ne diventa una delle condizioni imprescindibili.
Ci dirigiamo verso l’aeroporto di Spalato con la sensazione che questi giorni siano serviti non soltanto a conoscere un territorio, ma anche a mettere a confronto due mentalità, due modi di guardare al futuro delle aree protette.
In fondo il Parco fuori dal Parco è proprio questo: superare un confine per percepire altre logiche e sensibilità.
Far viaggiare esperienze, persone e idee; confrontare problemi; scoprire soluzioni sperimentate altrove; coinvolgere scuole e nuove generazioni; promuovere un turismo capace di fermarsi anziché semplicemente transitare come gregge.
E soprattutto ricordare che un parco non è soltanto uno spazio verde delimitato da una carta geografica.
È natura, certo. Ma è anche chi quella natura la custodisce, chi ci lavora, chi produce, chi insegna ai ragazzi a conoscerla e a rispettarla, chi arriva da lontano scegliendo di dedicarle tempo.
Forse la sostenibilità integrata comincia proprio da qui: trovare un equilibrio fra queste diverse presenze.
Noi, intanto, da Krka ripartiamo aspettando la delegazione croata ai Castelli dal 20 al 23 ottobre.
Il Parco, invece, è già fuori dal Parco.
Testo di Andrea Scotto | Foto di Francesca Barbarancia e per gentile concessione del Parco Nazionale di Krka
Informazioni utili
Ente Nazionale Croato per il Turismo – sito ufficiale in italiano

Esperta di Marketing, Comunicazione e Turismo con oltre 25 anni di esperienza. Docente di Marketing e Turismo presso diverse università americane a Roma, attualmente è ricercatrice universitaria sull'Intelligenza Artificiale legata all' apprendimento.
Nella suggestiva regione della Toscana si erge un monumento che cattura ...
Tartufi...un profumo travolgente, che siano bianchi o neri quel respiro di ...
©
2026 Valica Spa. P.IVA 13701211008 | Tutti i diritti sono riservati.
Per la pubblicità su questo sito
Fytur