In provincia di Belluno si trova un passo meraviglioso che attraversa le cime più affascinanti delle Dolomiti

Antonia Festa  | 23 Giu 2026

Un grande passo montano che suscita forti emozioni, nella sconfinata bellezza naturalistica. L’aria è frizzante, il respiro è profondo e la purezza che ci circonda lascia senza parole. Sentiamo i profumi intensi della natura e li facciamo nostri, li assaporiamo, li percepiamo pienamente e ci sentiamo liberi come non mai. È una sensazione che si fa sempre più rara, ma il Passo Giau, in provincia di Belluno, ci fa sentire speciali. Scopriamolo assieme.

Il piacere della scoperta: come arrivare al Passo Giau

Arrivare al Passo Giau è una meravigliosa avventura. Possiamo partire da diversi luoghi: Cortina d’Ampezzo, Selva di Cadore o Colle di Santa Lucia. La strada da percorrere è davvero panoramica e ci regalerà emozioni immense anche prima di arrivare alla nostra meta, grazie a paesaggi assolutamente indimenticabili.  La bellezza, tuttavia, ha un prezzo e, se si decide di seguire la strada dal Colle di Santa Lucia, dovremo affrontare una serie di tornanti (29 per la precisione). Tre gallerie, abbastanza brevi, poi ci proteggono in caso di valanghe.

Se, invece, arriviamo da Cortina d’Ampezzo, il sentiero è molto più semplice. Arrivati a destinazione, un paesaggio estremamente aperto, ai piedi delle Dolomiti, si staglia di fronte ai nostri occhi già pieni di meraviglia. Restiamo per un attimo in ammirazione: la grandezza della Marmolada, il Gruppo del Sella, Tofane, il Monte Nuvolau e il Monte Averau ci osservano, possenti, e destano immenso fascino. Il Passo Giau (2.236 metri) si allea con il panorama circostante per farci innamorare.

La meraviglia dei rifugi lungo il percorso

 

Ipnotizzati dall’indescrivibile bellezza naturalistica, iniziamo il nostro percorso alla scoperta del Passo Giau. Zaino da viaggio in spalla partiamo passando dietro all’Hotel Ristorante Passo Giau e imbocchiamo la strada sulla sinistra, per immetterci sul Sentiero 452. Puntiamo verso i rifugi Averau e Nuvolau (e i monti omonimi di questi ultimi).

Questo primo tratto verso il Passo Giau non è particolarmente difficile. Presto ci troviamo sulla Strada sterrata 464, abbastanza larga e, dopo non molto, raggiungiamo il Rifugio Averau. Continuando, non trascorrerà molto prima di vedere davanti ai nostri occhi il Rifugio Nuvolau. Ci fermiamo per ammirare il panorama, soddisfatti dopo aver affrontato la sfida di una salita abbastanza faticosa. La vera parte difficile ci aspetta, tuttavia, al ritorno. Ci deliziamo la vista osservando, oltre ai meravigliosi punti già descritti, anche l’Averau, il Gruppo di Fanes, il Lagazuoi, il Cristallo, le Tofane, il Sorapiss, la Croda da Lago, l’Antelao, il Civetta e il Pelmo.

Ora, torniamo indietro fino al Rifugio Averau per prendere il Sentiero 439, puntando le Cinque Torri (un affascinante gruppo montuoso) e il Rifugio Scoiattoli. Continuiamo tramite il Sentiero 443 arrivando al Rifugio 5 Torri. Scendiamo, tramite gradoni ripidi e saliscendi faticosi, con dei punti abbastanza esposti: stiamo percorrendo il tratto più ostico di tutta l’escursione. Arriveremo, a un certo punto, di fronte a un bivio (Forame) che ci condurrà ai piedi del Monte Nuvolau.

Restando sul Sentiero 443, torneremo al nostro punto di partenza. Complessivamente, avremo camminato per circa 5 ore e percorso circa 11 chilometri, con meraviglia, fatica ed enorme soddisfazione. Questo paradiso terrestre che è il Passo Giau ci porta con la mente in uno spazio interiore senza tempo, una pace che sussurra all’animo che siamo esattamente nel posto giusto.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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