
Nel Mendrisiotto, lembo più meridionale del Ticino, un po’ il “Midi” o la Toscana della Svizzera, fitto di borghi, alpeggi, vigne, colline e rilievi, il viaggio può assumere le sembianze di una ferrovia a cremagliera che, allegra, si arrampica su una vetta, evocare il profumo dei fiori di campo immersi nei prati intrisi di polline, il passo di un sentiero che si insinua nel bosco, lo sguardo timido di un capriolo oppure il sapore di polenta a base di farine locali macinate dai mulini. Nella “Regione da scoprire”, dal Monte Generoso al Monte San Giorgio (Patrimonio mondiale Unesco), si ha la possibilità di dedicarsi al trekking tra picchi, foreste e campagne, e ritrovarsi, soli o in compagnia, in una cornice di antica eleganza alpina fra placidi silenzi e trilli degli uccelli.
Mendrisiotto: Ristorante della Funivia Brusino Arsizio-Serpiano
Nel Mendrisiotto, a ridosso del lago di Como, si può provare a prendere il tempo per i capelli, e riportarlo a sé, popolandolo di passeggiate, immagini, profumi e sensazioni. A tal fine basta scoprire, cammin facendo (sembra proprio il caso di dirlo), il reticolo di percorsi che avviluppa l’area “clou” tra il Monte Generoso (itinerario SvizzeraMobile 635) e il Monte San Giorgio (itinerario SvizzeraMobile 636) appartenenti alle prealpi luganesi. Il Mendrisiotto conta oggi circa 340 chilometri di sentieri: una rete (molto ben descritta nel sito ufficiale) che, come ammantata di sinapsi collegate, permette di misurare il territorio con i propri passi, quasi si tornasse nei secoli addietro. Forse il vero salto di qualità sotteso a queste montagne che si affacciano sul lago Ceresio è proprio la spendita del tempo, fondata sul “come” e non sul “quanto”. L’equazione secondo cui la qualità prevale sulla quantità sembra il paradigma della Svizzera, ma soprattutto di qui.
La Funivia Brusino Arsizio – Serpiano
Da Mendrisio ci spostiamo a Capolago, e poi a Brusino Arsizio per salire sulla funivia in direzione di Serpiano.
La funivia, con i suoi elementi lignei e il profilo vintage, nasce nel 1958 e può definirsi a giusto titolo “storica”. Infatti è iscritta nell’inventario svizzero degli impianti a fune d’importanza nazionale come prima funivia a spola (“vieni e vai”) completamente automatica del paese.
Per 4 minuti si sale sul Monte San Giorgio verso il cielo, ammirando progressivamente dall’alto il Lago di Lugano (Ceresio), il sonnecchioso villaggio di Morcote, Brusino Arsizio e le Alpi circostanti.
Serpiano è un luogo sorprendente e incantevole, un’oasi iperpanoramica nel verde, patrimonio mondiale Unesco, in grado di infondere meraviglia e dolcezza offrendo momenti di assoluto relax.
Hotel Serpiano, vista panoramica dalla camera
Scesi dalla funivia scegliamo di andare a piedi all’Hotel Serpiano Panorama Retreat (clicca qui per la nostra recensione di su Google Maps), originale e ariosa struttura a 3 stelle cinta dai boschi nell’area privilegiata del Monte San Giorgio. Situata a 650 metri di altitudine con vista sul lago di Lugano, l’albergo dispone di un centro SPA con piscina coperta riscaldata, idromassaggio, sauna, bagno turco e palestra. Molto suggestivo il ristorante che, nel proporre cucina mediterranea e ticinese, si dipana su una terrazza panoramica semplicemente infinita. Infine l’hotel, oltre ad essere un punto di partenza ideale per molte escursioni a piedi è anche certificato per ciclisti. Camere comode, ambiente allegro con pillole di saggezza (frasi motivazionali) appese alle pareti degli spazi interni e personale molto professionale.
Vista dalla terrazza dell’Hotel Serpiano Panorama Retreat.
La passeggiata dalla funivia all’Hotel, circa 25 minuti su strada asfaltata, attraversa un bosco con alberi ad alto fusto, formato soprattutto da roverelle, rovere e castagni, ma anche tigli, carpini neri, aceri e faggi.
Tipica delle prealpi ticinesi e varesine, la montagna tutta si caratterizza per le sue morbide tinte verdeggianti che tendono a sgranarsi in mille sfumature, a tacer dei suoi giacimenti fossili del Triassico per i quali il Monte San Giorgio è famoso a livello mondiale, e di cui si parlerà oltre.
Vista dal BB Villa Patria
Lasciato Serpiano facciamo tappa a Brusino Arsizio. Solo il tempo di lasciare le valigie presso l’elegante B&B Villa Patria sulle rive del lago di Lugano e subito dopo ci precipitiamo a Capolago, direzione Monte Generoso, senza omettere di notare l’eccellente posizione del B&B, il suo design e l’alto livello dei servizi, compresa l’indomani una colazione genuina e panoramica praticamente sul lago (effetto atollo!). Scopri di più sul BB Villa Patria con la nostra recensione su Google Maps -> clicca qui.
Treno del Monte Generoso
Il tempo è bello e stiamo per intraprendere un viaggio affascinante tra storia, immagini montane e racconti avventurosi accompagnati da Demetra Negro, Events/Sales Manager del Monte Generoso. L’unica ferrovia a cremagliera del Ticino viene inaugurata il 4 giugno 1890 e nasce grazie all’intuizione di Carlo Pasta, medico di Mendrisio, che intuisce le potenzialità del turismo di montagna, già sperimentate nel Vallese, espresse all’epoca da quella nuova aristocrazia europea che comincia a guardare le Alpi non più come un territorio ostile, ma come luogo della meraviglia. L’avvento dei binari cambia per sempre il rapporto fra le vette e l’uomo: nel 1890 la prima locomotiva a vapore parte da Capolago verso la cima fermandosi a Bellavista, a 1200 metri. Oggi alcune volte durante l’anno entra in funzione anche la Old Lady, una delle locomotive originarie parcheggiate nell’Officina storica di Capolago che visitiamo con interesse e attenzione. In Svizzera il treno storico riveste un grande fascino, come tutta la rete ferroviaria nazionale di cui gli elvetici vanno giustamente molto fieri.
Monte Generoso: Ristorante Bella Vista
Oggi a 1200 metri c’è il Buffet Bellavista, uno storico grotto, locale/rifugio dove si mangia ticinese e bene, circondati dalla natura e dall’idea di sostenibilità, elemento cardine di tutta la Svizzera. Quaranti posti su due piani consentono di organizzare anche eventi di vario genere all’insegna della qualità. Scopri foto e video nella nostra recensione su Google Maps -> clicca qui!
Monte Generoso: Fiore di pietra
Dopo pranzo si sale per altri 500 metri fino alla vetta del Monte Generoso (1704 metri). Appena scesi dal treno voilà il Fiore di pietra, la grande opera architettonica di Mario Botta sbocciata nel 2017 che torreggia su panorami incontenibili. L’edificio colpisce per il suo stile, poiché, alla grande modernità nel design coniuga e contrappone anche echi del passato, facendo venire in mente, ad esempio, i petali calcarei del castello federiciano di Castel del Monte, vicino Andria.
La costruzione – concepita come una sorta di grande” casa di vetro”, con terrazze, ristoranti, sala conferenze e mostra storica dedicata all’unica ferrovia a cremagliera del Ticino – ha una sua spiccata personalità e ben si armonizza col paesaggio circostante. Quest’ultimo (dovete fidarvi) lascia assolutamente sbigottiti per bellezza pura, circolare, ineffabile. Un classico effetto “Tetto del Mondo”. Via via si osserva l’orografia montana (dal Monte Rosa al Gran Paradiso, fino al Cervino e alle Alpi Bernesi) e il lago di Lugano (Ceresio), nonché la Valle di Muggio fin verso il versante italiano compreso uno spicchio del lago di Como e le punte di Milano. Una vera danza propiziatoria della vista, che pare non volersi fermare mai.
Monte Generoso, sentiero verso la Grotta dell’Orso
Dotati di bastoncini e di scarpe antiscivolo affrontiamo il percorso di trekking che, partendo in prossimità della stazione della Ferrovia del Monte Generoso, si snoda attraverso delle mulattiere le quali, dopo circa 50 minuti, sfociano nella grotta dell’Orso, in territorio italiano.
Grazie al ritrovamento di mandibole, crani, tibie, omeri e denti, la grotta testimonia la presenza preistorica dell’orso delle caverne (Ursus spelaeus), che viveva nella zona e che si è estinto da circa 20.000 anni.
Dopo aver ripercorso lo stesso sentiero montano riprendiamo l’ultimo treno a cremagliera della giornata, direzione Capolago e poi in autobus fino a Brusino.
Cena piacevolissima sul lungolago presso l’Osteria della Posta, storico locale con spazio esterno nel nucleo di Brusino Arsizio.
Vista dalla terrazza dell’ Osteria della Posta
Clicca qui per leggere la recensione completa su Google Maps, insieme a tutte le altre informazioni (indicazioni, telefono, ecc.).
Abbiamo il piacere di essere in compagnia di Nadia Fontana Lupi, dinamica Direttrice dell’Organizzazione Turistica Regionale del Mendrisiotto e Basso Ceresio. Affettati, rosti e dessert ticinesi accompagnati da un ottimo merlot vinificato in bianco allietano il discorrere al calar del sole.
Dopo aver lasciato a malincuore il B& Villa Patria, strepitosa villetta storica adagiata sul bordo del lago di Lugano, andiamo a visitare un antico mulino funzionante, accompagnati in macchina da Christian Lovaldi, giovane product manager dell’ Organizzazione Turistica Regionale del Mendrisiotto e Basso Ceresio. Immerso nel verde di alto fusto all’altezza del fondovalle del Breggia, spumeggiante e fresco torrente che vi scorre accanto, il Mulino di Bruzella, vero simbolo identitario del territorio, è una macina medievale recuperata dal 1996: segno tangibile di quando il mondo ruotava intorno all’agricoltura, ma anche punto di socialità e di riscoperta per occasioni ed eventi adatti a tutte le età.
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Il luogo è raggiungibile a piedi in 15 minuti da Bruzella o da Cabbio, percorrendo la vecchia mulattiera che parte dalla strada cantonale.
Il mulino di Bruzella funziona normalmente a scadenze regolari grazie alla mugnaia Irene Petraglio e a Giuseppe Bernasconi. La visita consente di capire il funzionamento di questa grande macchina con le sue componenti: la presa dell’acqua, la roggia, la grande ruota in ferro a cassette, il meccanismo di trasmissione, la tramoggia e il buratto. Come risultato prodotti a base di mais, sani, a chilometro zero e col gusto degli alimenti di una volta!
Lasciato il mulino e parcheggiato alla stazione intermedia Bellavista, breve camminata e pranzo al sacco alla Cascina d’Armirone, storica località montana situata a circa 1150 metri di quota sulle pendici del Monte Generoso.
Monte Generoso – Alpe di Caviano
Dopo la sosta intraprendiamo nuovamente “una seduta” di trekking in direzione dell’Alpe di Caviano, accompagnati per una ventina di minuti abbondanti da alcune caprette incuriosite dalla nostra presenza. Percorso rilassante, poco accidentato e molto panoramico. Sul tracciato incontriamo pochissime persone, una vera costante delle nostre passeggiate in terra elvetica.
Dopo un’oretta abbondante di cammino arriviamo all’Alpe, arioso rifugio/albergo diffuso che riceve i visitatori a piedi o in bicicletta. Di proprietà del Patriziato di Castel San Pietro, la struttura, collocata a circa 1000 metri di quota sul Monte Generoso con vista bidirezionale tra Italia e Svizzera, offre una terrazza panoramica esterna a lunga gittata, camere comode (tra cui una bellissima mansarda con travi a vista stile ostello) e un buon ristorante per staccare da tutto: ideale per escursionisti e amanti della montagna. Ci accolgono con grande gentilezza e simpatia Nadia Vanini e lo chef ceco Vlastimil Ferko.
Sistemati i bagagli, aperitivo pomeridiano in mezzo ai prati presso il vicino casello del latte che prevede un bel tagliere di salumi e formaggi.
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A seguire cena genuina a base di riso allo zafferano e salsiccia luganega. Tutti ingredienti sani e a chilometro zero. La notte è serena, tempestata di stelle, e siamo gli unici ospiti che si trattengono: motivo in più per chiacchierare con i padroni di casa, immersi nel verde silenzioso della notte e vegliati da una placida luna scintillante. Per raggiungere l’Alpe di Caviano e maggiori informazioni, leggi la nostra recensione su Google Maps -> clicca qui!
Monte Generoso_Passaggio con l’automobile del Patriziato di San Pietro
La mattina seguente, colazione all’Alpe e successivo incontro con Roberto Bernasconi, gentilissimo rappresentante del Patriziato di Castel San Pietro che prima ci spiega il funzionamento e le finalità di questi enti pubblici autonomi svizzeri, sorta di corporazioni di diritto pubblico con una propria cittadinanza e organi deliberativi, e poi ci accompagna in macchina per esigenze logistiche. Scendiamo dalla montagna attraverso una strada da rally, in mezzo al bosco, fino a raggiungere Meride, ai piedi del Monte San Giorgio, dove lasciamo subito i bagagli in albergo.
Monte San Giorgio_Meride
Borgo svizzero di origine medievale nel Canton Ticino, situato in posizione intermedia rispetto al Monte San Giorgio, Meride è emblematico per bellezza, conservazione e armonia di contesto: boschi, colline, prati e vigneti alle pendici del Monte San Giorgio lo cingono, esaltandolo nella dolcezza del paesaggio rurale e montano. Dal punto di vista architettonico il paesino, caratterizzato da case in pietra con grandi portoni, cortili ad archi, loggiati e tetti in coppi, impreziositi da elementi e affreschi secenteschi, conserva una freschezza antica, inalterata nel tempo.
Monte Generoso – Meride: Museo dei fossili
Il fascino di un mondo risalente a 240 milioni di anni fa viene invece raccontato nel Museo dei fossili del Monte San Giorgio, all’interno di un edificio rinnovato ed ampliato dall’architetto ticinese Mario Botta. Il Monte addossato a Meride è stato inserito nella lista del patrimonio naturalistico mondiale Unesco e l’area è considerata tra i più importanti giacimenti fossiliferi del Triassico Medio.
Distribuito su quattro piani, il museo presenta una grande varietà di reperti fossili, illustrazioni, modelli, animazioni 3D in realtà aumentata (AR) e in realtà virtuale (VR). Questi rendono comprensibile al visitatore un universo scomparso, i cui fossili sono stati estratti, preparati e descritti da specialisti a partire dal 1850.
Indubbiamente la scelta migliore per soggiornare nel piccolo borgo di Meride. Edificio a corte settecentesco, ospita un Hotel de charme su due piani, con spa, ristorante e sala col camino. La locanda è molto accogliente, di sobria eleganza e ricercata semplicità. Le camere sono comode e piacevoli da vivere. Il luogo “vola alto” senza volerlo dare a vedere. Questo “cocktail di intenti” la dice lunga sulla qualità dell’esperienza di soggiorno. Il ristorante è eccellente sia dal punto di vista dell’offerta dei piatti sia dell’ampia scelta dei vini. Colazione buona e personale di ottimo livello. Clicca qui per leggere la nostra recensione su Google Maps completa di foto e video.
L’Hotel è anche un punto strategico da dove partire per fare trekking sul Monte San Giorgio e non solo. Albo signanda lapillo dies!
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Tremona: Cantine Latini
A seguire trekking in mezzo ai boschi in direzione delle Cantine Latini a Tremona. Una quarantina di minuti in solitaria tra castagneti, querce, cerri e faggi, grati di poter ammirare ancora una volta la natura del Mendrisiotto accompagnata da ridenti raggi di sole che cercano spazio tra rami e cespugli, quasi a indicarci la via.
Tipica cantina svizzera come una volta, l’azienda viticola Latini produce in piccole quantità (20.000 bottiglie l’anno) un vino genuino e beverello (i bianchi) o più strutturato (i rossi) a beneficio del mercato locale.
Nata inizialmente dall’esigenza di una produzione casalinga, la cantina oggi è una struttura organizzata per visite guidate, degustazioni, pranzi, cene, meeting aziendali e ad ospitare gruppi delle più variegate tipologie ed esigenze.
Il pranzo è impeccabile tra affettati, roast beef e verdure saltate in padella, così come azzeccati sono gli abbinamenti dei vini di loro produzione.
Sempre a Tremona, vestigia medievali di un insediamento molto risalente nel tempo che diventano parco archeologico, grazie alla ricostruzione in 3D della vita quotidiana di un villaggio rurale del Medioevo. Si possono noleggiare gli occhiali presso l’Infopoint e addentrarsi nella boscaglia fino ai ruderi per poi lasciarsi immergere nella realtà del XIII secolo: in quel tempo una quotidianità difficile per tutti, specie per le donne. L’esperienza è suggestiva perché riesce a riportare il visitatore a un’epoca lontana e densa di pericoli, ove la vita media era molto bassa.
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Alpe di Caviano
Nel Mendrisiotto o distretto di Mendrisio – propaggine in territorio svizzero del Comasco, col quale forma una conurbazione ininterrotta -, la filiera alimentare sembra molto corta, praticamente a chilometro zero, come se la direttiva implicita fosse quella di minimizzare la distanza dei sapori fra il visitatore e il territorio. Formaggi (occhio allo Zincarlin della Valle di Muggio!) e salumi degli alpeggi, polenta preparata con la farina del Mulino di Bruzella, cucina ticinese tipica (risotti, zuppe e minestroni), dessert (vermicelli di castagne, torte di pane) e vini locali (su tutti il Merlot, tra cui quello più raro vinificato in bianco) diventano parte di un ampio spartito corale dove i tempi li detta la natura, come una volta.
Ristorante Bellavista
La zona coincide col claim promozionale: è proprio una Regione da scoprire. Morbida, rilassata, a benessere diffuso, oggettivamente bella, ad alto tasso di top enogastronomia, sicura, sorprendente e variata, dotata di tante frecce colorate nel proprio arco, meno cara di altre parti della Confederazione: insomma alla portata dell’utenza sensibile che ripudia l’overtourism.
Monte Generoso_panorama
Trovandosi proprio al confine con l’Italia, il Mendrisiotto è facilmente raggiungibile in auto, in treno o in aereo, passando da Zurigo o da Milano.
Noi, partendo da Roma, abbiamo scelto di volare con SWISS fino a Zurigo, entrando subito nell’atmosfera elvetica del paese con l’immancabile benvenuto del cioccolatino svizzero a bordo. Una volta atterrati, abbiamo proseguito in treno da Zurigo verso Mendrisio utilizzando lo Swiss Travel Pass, trasformando anche il trasferimento in una parte del viaggio, tra laghi, montagne e paesaggi svizzeri che scorrono dal finestrino. Lo Swiss Travel Pass è infatti un biglietto all-in-one pensato per i viaggiatori internazionali e permette di spostarsi liberamente sulla rete svizzera di treni, autobus, battelli e trasporti pubblici urbani.
Una volta arrivati nel Mendrisiotto, c’è poi un altro alleato molto utile: il Ticino Ticket, una carta gratuita che permette di utilizzare i mezzi pubblici del Canton Ticino e di usufruire di sconti sulle principali attrazioni turistiche.
Per ottenerlo gratuitamente basta pernottare in una delle strutture ricettive aderenti, come hotel, ostelli della gioventù o campeggi. In questo modo è possibile lasciare l’auto e scoprire il territorio utilizzando treni, autobus e altri mezzi pubblici locali.
Per ripercorrere tutte le tappe del nostro itinerario, prenotare gli hotel, avere indicazioni di viaggio, ecc. abbiamo creato un elenco dei luoghi visitati su Google Maps -> clicca qui per visualizzarlo.
OTR Mendrisiotto e Basso Ceresio
Testo di Andrea Scotto; foto e reel di Francesca Barbarancia ©Voicesearch.travel

Esperta di Marketing, Comunicazione e Turismo con oltre 25 anni di esperienza. Docente di Marketing e Turismo presso diverse università americane a Roma, attualmente è ricercatrice universitaria sull'Intelligenza Artificiale legata all' apprendimento.
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