Il piccolo Messico della Sicilia è la piscina naturale con l’acqua più trasparente di tutta l’isola

Claudia Giammatteo  | 20 Lug 2026

Acqua cristallina che si insinua tra le rocce laviche nere come carbone, piccole pozze marine che sembrano scolpite, per un bagno diverso dal solito. Anche l’Italia ha i suoi cenotes; non siamo in Messico, ma nel nostro amato stivale, precisamente in Sicilia.

Andiamo a scoprire la Piscina Naturale di Linosa, che vi lascerà a bocca aperta!

Linosa, dove il tempo rallenta

Ci troviamo sulla piccola isola di Linosa, una delle isole più belle d’Italia, la quale fa parte dell’Arcipelago delle Pelagie, il più a sud d’Italia, a cui appartengono anche Lampedusa e Lampione. Qui sorge un’area marina protetta, dove la brezza accarezza le coste tutto l’anno, uno spazio senza tempo in cui pure l’orologio onora sua maestà la natura. Ci vivono circa 430 persone, tutte in un borghetto in stile anni ’50.

Per arrivare al porto, prendiamo il traghetto (oppure l’aliscafo) da Lampedusa. I collegamenti variano parecchio, in base ai giorni della settimana e all’alta o bassa stagione. In un’ora o due circa siamo al porto, a seconda della compagnia del mezzo di trasporto. Dimentichiamo l’auto; qui ci si muove a piedi, in bici o con lo scooter (facilmente noleggiabili). L’isola è sufficientemente piccola da essere percorsa in giornata, ma grande abbastanza da farci sentire in un altro mondo.

Come arrivare alla Piscina Naturale di Linosa

E, se già il paesino sembra un quadro impressionista, la parte nord di Linosa ha tutt’altro sapore. La Piscina Naturale di Linosa è situata nella punta nord-orientale dell’isola e ci si arriva tranquillamente con una camminata da 45 minuti o 15 di bicicletta. Il percorso è effettivamente semplice; seguiamo le indicazioni per Contrada Punta Arena Bianca, poi Via Pozzolana, Via a 30, Via Mannarazza e, infine, Contrada Bovi Marini. La Piscina Naturale si trova sulla destra. La strada è una sola, non si può sbagliare.

Lungo il tragitto il paesaggio cambia, diventando via via più selvaggio, e le rocce laviche cominciano a dominare la scena. Arrivati sul posto, si intuisce facilmente perché l’area è denominata “piscina naturale“; non si tratta di un’unica vasca, ma di tante piccole pozze d’acqua marina separate, collegate al mare aperto tramite una grotta sottomarina. L’acqua si rinnova costantemente, rimanendo cristallina e fresca anche nei giorni caldi.

Linosa: un po’ di storia 

La storia di Linosa è davvero singolare. Nel 1845, per volere di Re Ferdinando II di Borbone, un gruppo di 30 persone guidate da Bernardo Sanvisente colonizzò quest’isola che, fino ad allora, era disabitata. Fu una sorta di esperimento sociale in mezzo al mare. In realtà, molto prima, Romani, Greci, Fenici e pure Arabi usarono Linosa come punto di sosta durante le navigazioni. E, infatti, tramite immersioni, è possibile scorgere resti di anfore e relitti antichi, specie a 25 metri di profondità. I fondali dell’isola sono pieni zeppi di reperti archeologici.

La Piscina Naturale di Linosa rimane un insieme di piccole piscine naturali scavate nella roccia lavica; alcune sono profonde pochi centimetri, mentre altre permettono di nuotare ospitano piccoli pesci. Attenzione, però, alle rocce, che possono essere taglienti. Bisogna sempre usare le scarpette da scoglio ed è consigliabile andare al mattino presto o nel tardo pomeriggio, per evitare le rocce roventi e l’acqua eccessivamente calda. Per ammirare la bellezza dei fondali, infine, sarebbe opportuno indossare una maschera subacquea.

Claudia Giammatteo
Claudia Giammatteo

Giornalista pubblicista, laureata in lettere. Scrivo da sempre, prima per passione, poi anche per lavoro, prima sulla carta stampata e ora sul web per raccontare brand, luoghi ed esperienze.

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