Il
Gran Bike Tour Grigna Settentrionale è un ampio percorso che permette di esplorare in mountain bike un’area ricca di suggestioni naturalistiche. Il
Parco Regionale della Grigna Settentrionale si estende per circa 5mila ettari attorno al massiccio delle Grigne.La roccia calcarea qui prende conformazioni eccentriche e curiose, in un frammezzarsi di campi coltivati e pascoli dai panorami incontaminati. I suoi confini naturali sono il
lago di Como, la
Val d’Esino e la
Valsassina, in un territorio incastrato tra le cime occidentali delle
Alpi Orobie. Ci troviamo tra comuni di Cortenova, Esino Lario, Parlasco, Pasturo, Perledo, Primaluna, Taceno, Varenna. Un luogo tra natura e arte: abetaie con esemplari centenari, pascoli e maggenghi, prati di media quota ma anche splendide chiese ricche di affreschi.E, tutt’intorno, una profusione di baite e piccoli nuclei rurali in cui il fascino del tempo è intatto.
A piedi e bici in spalla nella Grigna Settentrionale

L’itinerario della
Grigna Settentrionale è abbastanza impegnativo, pedalabile solo per l’80-85% circa del percorso, con tratti di bosco ripido e sconnesso. Occhio alle parti in salita, che necessitano di una buona tecnica alla guida della bike, decisa e lenta. Sentieri e sterrate sono piuttosto irregolari con la presenza di detrito anche di grosse dimensioni. Gradini, avvallamenti, rocce sparse, detriti instabili e solchi si incontrano pure per le
discese tra mulattiere e sterrati molto irregolari. Sono segnalati alcuni tratti particolarmente critici: la salita in località
Pra Sagn, caratterizzata da un bosco abbastanza ripido con fondo inconsistente che diventa fangoso dopo le piogge, e la discesa in località
Pertus, ripida, scivolosa e fangosa.
Il
Grand Bike Tour della Grigna Settentrionale parte da
Barzio (in provincia di Lecco), sede della Comunità Montana Valsassina. Posto a 1200 metri di altezza, il comune è noto come la “
Perla della Valsassina”. Si va poi verso
Pasturo, che è citato addirittura nei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni, perché vi si trova la casa di Agnese, mamma di Lucia Mondella. Qui siamo su una strada comunale su fondo asfaltato, fino a un distributore di benzina nei pressi di una rotonda. Si sale dalla strada sulla sinistra su un tratto ripido, fino al primo tornante, e ci si mantiene a sinistra fino alla
località Gorio da dove si imbocca un tracciato in salita fino all’alpeggio
Piazza di Rien.Il nostro itinerario prosegue in mezzo al bosco, fra percorsi pianeggianti e piccole discese: la meta è la strada sterrata che sale da
Balisio, dove si trova la cappelletta del
Sacro Cuore. Siamo sui 890 metri di altitudine. Tenete sempre la sinistra per risalire sulla strada dei
Grassi Lunghi, in parte cementata. Il prossimo obiettivo, dopo aver superato una valletta e una baita diroccata, è la salita verso l’
Alpe Pra Sagn. Ci si mantiene sempre a sinistra del prato e si supera una serie di tornanti in salita, che continua tra alcuni tratti pianeggianti, per l’
Alpe Cova, dove c’è un suggestivo laghetto in cui si specchiano le Grigne e i boschi tutto intorno. Da qui, una strada sterrata pianeggiante porta a un ampio spiazzo panoramico dove un tempo sorgeva il
Rifugio Tedeschi al Pialleral, spazzato via da una enorme valanga nel 1986.
Oggi c’è il
Rifugio Antonietta al Pialleral, a circa 1400 metri di altezza. A questo punto, si scende verso la
località Pertus, a 1442 metri, tratto ripido e impegnativo, guadando anche un torrente: siamo sotto i costoni del Grignone meridionale, in un bosco di faggi che porta in località
Prabello di sotto. Avanti verso pascoli verdeggianti, si risale sulla strada agro-silvo-pastorale Pasturo/Prabello. A questo punto si scende, mantenendo la destra al bivio e andando verso i pascoli in località Magri, presso la
Chiesetta di San Calimero, bianca e con il tetto spiovente rosso.Dopo brevi tratti ripidi e leggere discese, si giunge alla sterrata che attraversa l’Alpe Poree, per arrivare alla
Cascina di Pialanchetta. Si va avanti su strada sterrata e dentro il bosco, da cui si arriva al
Rifugio Riva, 1022 metri.A questo punto, la discesa conduce, con un’ampia sterrata, alla località
Nava e alla frazione di
Baiedo, immettendosi sulla ciclabile che riporta a Barzio.