Il cammino degli Dei esiste davvero: 130 chilometri a piedi da Bologna al cuore di Firenze

Un itinerario di 130 chilometri tra boschi, sentieri di montagna e borghi storici, sulle tracce di un antico percorso ricco di fascino e panorami.
Fabio Belmonte  | 31 Ott 2026

Camminare sulla Via degli Dei significa attraversare l’Appennino tosco-emiliano seguendo un filo continuo di boschi, crinali e memorie antiche. In circa 130 chilometri di trekking, da Piazza Maggiore a Bologna fino a Piazza della Signoria a Firenze, si passa dai portici UNESCO alla quiete dei valichi, dalle pietre romane della Flaminia Militare ai paesi di montagna che oggi vivono sempre più di escursionismo. È un cammino pensato per chi ama muoversi con passo regolare, zaino leggero e curiosità alta, accettando la fatica delle salite in cambio di panorami aperti e incontri lungo la strada.

L’itinerario, ben segnato e suddiviso in cinque-sette tappe, chiede un minimo di preparazione ma non è riservato agli alpinisti: con un buon allenamento, una pianificazione attenta e qualche accortezza tecnica, la Via degli Dei può diventare il tuo primo vero viaggio a piedi di più giorni tra Emilia-Romagna e Toscana.

Cos’è la Via degli Dei e perché affascina chi ama il trekking

 

La Via degli Dei è un cammino escursionistico di circa 130 chilometri che collega Bologna e Firenze attraversando l’Appennino tosco-emiliano. Nasce alla fine degli anni Ottanta dall’intuizione di un gruppo di camminatori bolognesi, Dû pâs e ‘na gran magnè, che cercavano un itinerario continuo tra le due città lungo sentieri, mulattiere e strade bianche già esistenti.

Il nome richiama le alture che punteggiano il percorso: Monte Adone, Monte Venere, Monte Luario e l’area di Monzuno, interpretate in chiave mitologica e collegate alle divinità dell’antichità. Oggi la Via degli Dei è uno dei trekking di più giorni più frequentati d’Italia, meta ideale per chi vuole sperimentare un viaggio a piedi completo: partenza urbana, salite appenniniche, tracce di Flaminia Militare e arrivo nel cuore del centro storico fiorentino.

Paesaggi e tappe: dai portici di Bologna ai panorami su Firenze

 

Il trekking inizia in Piazza Maggiore, nel cuore di Bologna, e risale verso il Santuario di San Luca lungo il portico monumentale, parte dei Portici UNESCO. Dopo Casalecchio di Reno si entra nel verde del Contrafforte Pliocenico, dove pareti rocciose e calanchi annunciano il passaggio dall’ambiente urbano ai crinali bolognesi.

Tra Sasso Marconi, Brento e Monte Adone il cammino assume un carattere più tecnico: salite ripide, fondi sassosi e tratti che con il fango richiedono passo sicuro. Raggiunta Madonna dei Fornelli, uno dei punti tappa più usati, si entra nella sezione storica della Flaminia Militare, con tratti di pavimentazione romana nei pressi di Pian di Balestra.

Dal Passo della Futa si scende verso il Mugello toccando San Piero a Sieve e poi Fiesole, balcone panoramico su Firenze. L’ultimo tratto urbanizza progressivamente il paesaggio fino a Piazza della Signoria.

Storia, cultura e memoria lungo l’Appennino tosco-emiliano

 

La Via degli Dei ripercorre l’ossatura storica dei collegamenti tra pianura padana e Toscana. Prima dei Romani furono gli Etruschi a utilizzare i valichi per scambi e spostamenti; in età romana il console Gaio Flaminio promosse la costruzione della strada militare oggi nota come Flaminia Militare, di cui restano le celebri pietre affioranti nel bosco.

Lungo il cammino s’incontrano resti di antiche fornaci alla Piana degli Ossi, santuari, piccoli borghi e tracce più recenti legate alla Seconda guerra mondiale. Il Passo della Futa ospita il Cimitero militare germanico, con oltre 30.000 sepolture disposte su terrazzamenti: una tappa silenziosa che invita a rallentare e riflettere.

Più avanti, nel Mugello e a Fiesole, le testimonianze medievali e le vestigia romane – teatro, terme, mura – chiudono un arco cronologico che, in pochi giorni di cammino, attraversa oltre duemila anni di storia.

Come organizzare la Via degli Dei: tappe, difficoltà e attrezzatura

La Via degli Dei viene generalmente suddivisa in cinque, sei o sette tappe, con medie giornaliere attorno ai 18–25 chilometri. Il cammino è classificato di difficoltà media: non presenta passaggi alpinistici, ma richiede abitudine a salite, discese e più giorni consecutivi su fondo irregolare, con dislivelli cumulati importanti.

Per affrontarlo con serenità è essenziale un minimo di allenamento, scarpe da trekking già rodate, zaino leggero (idealmente sotto i 10 kg), abbigliamento a strati e strato impermeabile. Primavera e autunno sono i periodi migliori; in estate il caldo sui tratti esposti può essere impegnativo, in inverno neve e ghiaccio rendono necessari equipaggiamento e esperienza specifici.

Prima di partire conviene scaricare le tracce GPX dal sito ufficiale, prenotare con anticipo le strutture nei paesi tappa, richiedere la credenziale del camminatore e verificare eventuali varianti dovute a frane, lavori o chiusure temporanee dei sentieri.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.

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