I dolci colli del Poeta per un borgo magico nel cuore del Veneto

Francesca Barbarancia  | 01 Gen 2026
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Arquà Petrarca non è solo uno dei borghi più affascinanti del Veneto: è un luogo dell’anima. Adagiato sui Colli Euganei, tra vigneti, uliveti e pendii morbidi, Arquà Petrarca sembra sospeso in un tempo gentile, dove il paesaggio detta il ritmo e invita naturalmente alla lentezza. Qui visse gli ultimi anni della sua vita Francesco Petrarca, e ancora oggi il borgo conserva quell’equilibrio raro tra natura, poesia e architettura che rende ogni passeggiata un’esperienza contemplativa. Case in pietra, vicoli curati, scorci silenziosi: camminare ad Arquà Petrarca significa entrare in una dimensione raccolta, perfetta per chi cerca un turismo fatto di dettagli e pause.

Il borgo di Petrarca tra memoria, poesia e paesaggio

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Facciata della casa del poeta Petrarca

Il centro storico si sviluppa in modo armonico lungo il pendio, con una struttura compatta che rende naturale esplorarlo a piedi. Il suo fulcro simbolico è la Casa del Petrarca, dimora dove Francesco Petrarca trascorse gli ultimi anni della sua vita, dal 1370 fino alla morte nel 1374. L’edificio, di origine medievale, fu scelto dal poeta per la quiete del luogo e per la posizione appartata, ideale per lo studio e la contemplazione. Nel corso dei secoli la casa è stata oggetto di interventi e adattamenti, ma ha conservato il suo carattere sobrio, coerente con l’idea di ritiro intellettuale che Petrarca ricercava in questa fase finale della sua vita.

Oggi la casa è visitabile e ospita un percorso museale che permette di entrare in contatto con la dimensione più privata del poeta: ambienti arredati, testimonianze iconografiche, riferimenti alla sua opera e al rapporto profondo con il paesaggio dei Colli Euganei.

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Affreschi nella casa del Petrarca

La visita non è solo letteraria, ma anche emotiva: dalle finestre e dal giardino si percepisce chiaramente il legame tra scrittura e natura, tra pensiero e silenzio. Informazioni aggiornate su orari, biglietti e modalità di visita sono disponibili sul sito ufficiale. Intorno alla casa, il borgo continua a raccontare questa stessa armonia: piazzette raccolte, muretti in pietra e giardini affacciati sui colli restituiscono l’immagine di un luogo che non ha mai ceduto alla fretta, rendendo Arquà Petrarca una meta ideale per chi ama camminare lasciandosi guidare dalla storia più che dalla distanza.

Tra vicoli, oratori e silenzi dei Colli Euganei

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Scorcio sui Colli Euganei dalla casa del Petrarca

Passeggiando tra i vicoli si incontrano piccoli oratori, scorci panoramici e punti di osservazione che aprono lo sguardo sui Colli Euganei, un ambiente naturale unico nel panorama veneto. Le colline qui non sono mai aspre: sono dolci, ondulate, accoglienti. Un contesto ideale per cammini brevi, passeggiate panoramiche e percorsi adatti a tutti, dove il valore non è la distanza ma l’esperienza. Arquà Petrarca diventa così una tappa perfetta all’interno di un itinerario di trekking culturale, capace di unire natura, letteratura e identità locale in pochi chilometri.

Camminare tra colline e sentieri: Arquà Petrarca a passo lento

Attorno al borgo si snodano percorsi ideali per il trekking leggero e le passeggiate collinari, perfetti per chi cerca esperienze immersive ma non estreme. Sentieri tra vigneti, strade bianche e dolci saliscendi permettono di esplorare il territorio circostante e di entrare in contatto diretto con il paesaggio dei Colli Euganei. È un camminare che privilegia l’osservazione e il contatto con l’ambiente, più che la performance.

Proprio per questo è importante un abbigliamento comodo e affidarsi a calzature adatte: scarpe da trekking leggere, traspiranti e con una buona suola sono l’alleato ideale per muoversi in sicurezza tra asfalto, sterrato e tratti erbosi.

Un borgo simbolo di turismo lento nel Veneto

Arquà Petrarca rappresenta un modello virtuoso di turismo sostenibile e consapevole. Qui il paesaggio non è sfondo, ma parte integrante dell’esperienza, e il borgo mantiene intatta la propria identità senza bisogno di artifici. Inserirlo in un itinerario a piedi significa scegliere un modo diverso di viaggiare, fatto di ascolto, silenzi e piccoli gesti. Un luogo che, come la poesia di Petrarca, continua a parlare a chi sa rallentare e osservare.

Francesca Barbarancia
Francesca Barbarancia

Esperta di Marketing, Comunicazione e Turismo con oltre 25 anni di esperienza. Docente di Marketing e Turismo presso diverse università americane a Roma, attualmente è ricercatrice universitaria sull'Intelligenza Artificiale legata all' apprendimento.

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