I 3 punti panoramici più belli del Trentino ti aspettano! Tutta la bellezza della regione dall’alto

Claudia Giammatteo  | 28 Mar 2026
Punti panoramici Trentino, vista del Sasso Pordoi

Sogno o realtà? A volte il confine è così sottile da scomparire del tutto. Forse, più che scegliere tra i due, potremmo parlare di un sogno che prende forma, che si lascia toccare e respirare, trasformandosi in realtà. È proprio questa la sensazione che si prova quando si alza lo sguardo – o meglio, quando si sale sempre più in alto, e il mondo si apre davanti a noi.

Il Trentino si rivela in tutta la sua straordinaria bellezza quando lo si osserva dall’alto: un intreccio di montagne maestose, vallate silenziose e laghi che riflettono il cielo come specchi. Da queste altezze, ogni dettaglio acquista un nuovo significato, e la natura sembra raccontare una storia fatta di armonia, libertà e meraviglia.

Lasciamoci guidare allora in questo viaggio sospeso tra terra e cielo e scopriamo insieme i tre punti panoramici più alti del Trentino, luoghi in cui la realtà supera ogni immaginazione e il paesaggio diventa pura emozione.

Sasso Pordoi, la Terrazza delle Dolomiti (2950 m)

Sasso Pordoi. IS: 123685199

Per il raggiungimento di tutti questi punti panoramici teniamo come riferimento il comodo B&B Apartments Cèsa Planber Mountain View, perfetto per dormire cullati dalle Dolomiti in un luogo fuori dal mondo e fuori dal tempo. Partendo da Cèsa Planber, arriviamo in macchina a passo Pordoi, da dove prendiamo la funivia che ci porta direttamente alla Terrazza delle Dolomiti…o forse potrebbe essere rinominata la Terrazza del Pianeta, il Sasso Pordoi.

Da qui avremo l’occasione di essere ad un solo dito di distanza dal cielo e sentire solo la profondità della calma del nostro respiro. Ammireremo stupefatti la bellezza della Marmolada, il Catinaccio, il Sassopiatto, il Sassolungo, il Piz Boè, le Pale di San Martino sino a toccare con lo sguardo le Alpi svizzere ed austriache. Accanto alla funivia, se cerchiamo la soddisfazione di arrivare in paradiso con le nostre gambe, il sentiero 627 ci condurrà a piedi sino alla Terrazza delle Dolomiti.

A questo punto, dopo aver raggiunto il cielo con le nostre forze, in soli 10 minuti, proseguendo in discesa, possiamo rifocillarci e goderci un meritato riposo a Rifugio Forcella Pordoi.

Da quest’ultimo, in circa 1 ora raggiungiamo Rifugio Boè (2873 m). Con altri 30 minuti di cammino ci ritroveremo sulla cima del Piz Boè.

Belvedere, Col dei Rossi (2382 m)

Col dei Rossi, Canazei. IS: 1494763012

Sempre raggiungibile in funivia (a 20 m da Cèsa Planber) ci troviamo ora a 2382 m, dove guarderemo da una prospettiva più vicina al cuore della Val di Fassa il punto panoramico appena descritto, ammirando sempre le maestose cime montuose. Il punto panoramico Belvedere Col dei Rossi è un comprensorio collegato allo skitour Sellaronda e rappresenta un must per gli amanti del trekking, oltre che del volo libero e della mountain bike. Camminando in discesa per circa 430 m incontriamo il Rifugio Belvedere.

Se vogliamo invece arrivare al Rifugio Padon ci incammineremo verso il sentiero che porta al Rifugio Fredarola per poi imboccare il sentiero 601, il quale ci guida al Rifugio Viel del Pan e a Porta Vescovo. Da quest’ultimo seguiamo il segnavia 698 che si unisce al Sentiero Geologico Arabba portandoci al Rifugio Padon.

Ciampedie, Catinaccio (2000 m)

Ciampedie. IS: 1223152703

Siamo infine a 2000 m di quota, al Catinaccio-Rosengarten, facente parte del PNU (Patrimonio Naturale Unesco). Fu proprio qui che Re Laurino decise di costruire la sua casa e stanziare il suo leggendario giardino di rose.

Partiamo dalla funivia a Vigo di Fassa, a 24 minuti di auto da Cèsa Planber, da cui in tre minuti (massimo cinque) siamo al belvedere del Ciampedie. In inverno sono molto gettonate le piste sciistiche “Tomba” o “Thöni”, mentre in estate possiamo intraprendere delle avventure trekking di difficoltà svariate.

Ad esempio, seguiamo le direzioni per Rifugio Ciampedie, scendendo e successivamente risalendo per il Rifugio Negritella. Prendiamo il sentiero 540. Quando usciamo dal bosco, in pochi minuti siamo ai rifugi della conca di Gardeccia.

 

Claudia Giammatteo
Claudia Giammatteo

Giornalista pubblicista, laureata in lettere. Scrivo da sempre, prima per passione, poi anche per lavoro, prima sulla carta stampata e ora sul web per raccontare brand, luoghi ed esperienze.

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