Ha quasi 4000 anni l’albero più antico al mondo: il nonno dalla chioma verdissima tra le colline della Sardegna

Un tronco enorme e una chioma ancora verde raccontano la storia di un gigante naturale che potrebbe aver attraversato quasi quattro millenni senza lasciare le colline dell’isola.
Fabio Belmonte  | 09 Ott 2026

Camminare verso S’Ozzastru, l’olivastro monumentale di Luras, significa affrontare un trekking breve ma carico di tempo geologico, più che di dislivello. In Gallura, tra colline granitiche e macchia mediterranea, ci si ritrova davanti a un tronco enorme che potrebbe aver iniziato a crescere nell’età del Bronzo, quando la civiltà nuragica muoveva i primi passi. Per chi ama le escursioni, è uno di quei luoghi in cui la pausa non serve a riprendere fiato, ma a osservare: le forme contorte del legno, la chioma ancora vitale, il dialogo silenzioso con il paesaggio del lago del Liscia sullo sfondo.

Non importa inseguire il record di “albero più antico del mondo”: basta sedersi a poca distanza, in silenzio, per percepire quanto fragile e insieme resistente possa essere un organismo che ha attraversato millenni senza spostarsi di un solo passo.

Gallura interna: il contesto naturale di S’Ozzastru

 

Da escursionista, la prima cosa che colpisce arrivando a Luras è il paesaggio tipico della Gallura interna: colline granitiche arrotondate, massi scolpiti dal vento, un mosaico di macchia mediterranea, olivastri e sugherete. In questo scenario, l’area di Santu Baltolu di Carana custodisce S’Ozzastru, il Patriarca verde che ha reso famoso il territorio anche tra chi non pratica abitualmente trekking.

Il lago del Liscia, bacino artificiale che interrompe il susseguirsi di colline, aggiunge una nota quasi alpina a un ambiente decisamente mediterraneo. L’olivastro monumentale non appare come un oggetto isolato, ma come parte di un sistema ecologico che comprende vegetazione spontanea, aree un tempo agro-pastorali e un silenzio che, nei giorni feriali, è quasi totale. È un tipo di escursione adatta anche a chi non ha grande allenamento, ma cerca un luogo capace di ribaltare la percezione del tempo.

Il Patriarca di Luras: dimensioni, paesaggio e approccio sul sentiero

 

S’Ozzastru è un olivastro (Olea europaea var. sylvestris) dalle dimensioni che, anche per un occhio abituato ai boschi, risultano impressionanti: la circonferenza del tronco supera i dieci metri e la chioma, nonostante l’età, rimane verde e produttiva. Le misure variano in base al punto in cui vengono prese, ma bastano pochi passi intorno al fusto per capire di essere davanti a un vero monumento naturale del Mediterraneo.

Il bello, per chi arriva a piedi, è il rapporto visivo tra l’albero, le colline circostanti e il bacino del Liscia poco distante. Il consiglio è di prendersi tempo: fare il giro completo del tronco, osservare cavità, tessuti più recenti, parti ormai morte che continuano però a sostenere la struttura. È fondamentale evitare di calpestare ripetutamente la zona radicata, arrampicarsi o toccare la corteccia: una pressione eccessiva del turismo può danneggiare un organismo che, pur longevo, resta vulnerabile.

Tra età del Bronzo, civiltà nuragica e alberi monumentali

 

La stima di 3.000-4.000 anni per S’Ozzastru porta idealmente l’escursionista indietro all’età del Bronzo, in una Sardegna che vedeva nascere la civiltà nuragica. Nel territorio di Luras, non a caso, sopravvivono dolmen e monumenti megalitici che testimoniano una presenza umana molto antica, creando un parallelo affascinante con la longevità degli olivastri della zona.

Dal punto di vista scientifico, però, la prudenza è d’obbligo. Alberi così antichi sviluppano tronchi cavi, perdono il legno più vecchio e rigenerano tessuti, rendendo impossibile un conteggio completo degli anelli di accrescimento. Per questo le età restano stime, basate su struttura, dimensioni e confronto con altri esemplari. Più che inseguire il titolo di “albero più antico del mondo”, conta riconoscere S’Ozzastru come uno dei patriarchi vegetali più importanti d’Italia, un habitat vivente che offre cavità, legno morto e corteccia a insetti e piccoli animali, trasformando il singolo albero in un piccolo ecosistema.

Come organizzare la visita: periodi, accessi e consigli da trekker

 

Per visitare S’Ozzastru è essenziale informarsi in anticipo su accessi, eventuali regolamentazioni, orari e modalità di fruizione, facendo riferimento alle indicazioni disponibili in loco o alle fonti istituzionali aggiornate. L’area è tutelata e l’afflusso di visitatori richiede un minimo di gestione: rispettare i percorsi segnalati è il primo modo per contribuire alla conservazione del sito.

Dal punto di vista escursionistico, il consiglio è di evitare le ore più calde dell’estate: la Gallura interna può diventare molto calda e il tratto esposto si sente. primavera e autunno offrono temperature più miti, colori interessanti e una luce ideale per fotografare sia il tronco sia il paesaggio del lago del Liscia. scarpe da trekking leggere, acqua e un abbigliamento adeguato bastano per affrontare il percorso.

L’ultimo suggerimento è di prendersi una pausa in silenzio, a distanza di sicurezza dalle radici. Più dei numeri sull’età, sarà la sensazione di trovarsi davanti a una vita millenaria ancora in corso a rendere memorabile l’escursione.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte

Scrittore e redattore web, coltivo una forte passione per il trekking, la natura e la scoperta del territorio. Mi occupo di contenuti digitali e racconto itinerari, luoghi ed esperienze outdoor con uno stile chiaro e accessibile, cercando di trasmettere il piacere del cammino e della scoperta.

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