Sembrano sculture alienate, ma le ha create il fiume: l’incredibile canyon nascosto nei boschi della Toscana

Un viaggio tra le meravigliose sculture acquatiche della Garfagnana, le leggende popolari e i migliori itinerari a piedi tra Isola Santa e la Turrite Secca
Redazione  | 15 Ott 2026

Lungo la strada tortuosa che taglia la Garfagnana verso il mare delle Apuane, il paesaggio cambia improvvisamente. All’altezza di Isola Santa, un pugno di case in pietra affacciate su un bacino dalle acque verdi, la valle della Turrite Secca stringe le sue pareti rocciose. È proprio qui che si nasconde uno degli angoli più particolari della lucchesia: le Marmitte dei Giganti.

Queste cavità sferiche e cilindriche, scavate nella roccia viva dal lavoro millenario dell’acqua, sono una meta perfetta per una camminata senza troppe pretese tecniche. I sentieri che portano al torrente attraversano fitti boschi di castagni e offrono un punto di vista insolito sulla geografia di queste montagne.

Storia e leggende delle Marmitte dei Giganti

Il nome di queste conche rocciose viene da lontano. Per generazioni, la gente di montagna ha guardato a queste grandi vasche scavate nella pietra con un misto di meraviglia e superstizione. Una vecchia credenza popolare voleva infatti che i vasconi fossero enormi pentoloni abbandonati da creature gigantesche che un tempo abitavano le vette delle Apuane.

In realtà, l’origine di questo fenomeno è legata a una dinamica idrogeologica ben precisa. Durante le piene della Turrite Secca, i forti mulinelli d’acqua spingono sassi, sabbia e detriti nelle piccole spaccature del letto del torrente. Ruotando di continuo con la corrente, questi ciottoli funzionano come veri e propri scalpelli naturali. Nel corso dei secoli, il loro movimento circolare ha consumato il fondo roccioso, scavando pozze profonde e pareti del tutto levigate.

L’impatto visivo di questo luogo cambia parecchio durante l’anno. In primavera, con la fusione delle nevi, l’acqua scorre rapida creando cascatelle e mulinelli. Tarda estate e inizio autunno sono invece i momenti migliori per chi vuole osservare la struttura vera e propria delle conche: la portata del torrente cala e lascia scoperte le forme circolari scolpite nel calcare chiaro, tipico delle rocce marmoree di questo versante apuano.

Percorsi di trekking nelle vicinanze

IS. 1428426253 

Il sentiero da Isola Santa alle Marmitte dei Giganti

Il percorso più diretto parte dal borgo di Isola Santa. Dopo aver attraversato l’abitato, si prende la traccia che affianca lo specchio d’acqua e si inoltra nella gola della Turrite Secca. È una camminata adatta a quasi tutti, con una lunghezza complessiva di 6,5 km tra andata e ritorno e circa 280 metri di dislivello. Ci si impiega poco più di due ore a ritmo tranquillo, arrivando a camminare proprio sui tratti rocciosi che costeggiano il fiume.

L’anello dell’Alpe di Puntato e Col di Favilla

Chi preferisce un’escursione più lunga può allungare il giro verso la parte alta della valle. Risalendo verso l’antico borgo abbandonato di Col di Favilla e continuando verso l’Alpe di Puntato, si completa un anello di circa 11 km con 650 metri di dislivello. Lungo la salita si attraversano vecchi alpeggi, faggete e punti aperti con vista sul gruppo delle Panie e sul Monte Corchia.

Il Sentiero del Fossa Comacchio

Un’altra alternativa risale il vallone laterale del Fossa Comacchio fino a raggiungere Careggine, uno dei paesi più alti della Garfagnana. Questa traccia permette di combinare l’ambiente acquatico del fondovalle con i panorami aperti sui versanti orientali delle Apuane, attraversando boschi poco frequentati e vecchie mule mulattiere in pietra.

Redazione
Redazione
In evidenza


Articoli più letti

©  2026 Valica Spa. P.IVA 13701211008 | Tutti i diritti sono riservati.
Per la pubblicità su questo sito Fytur