
Esistono luoghi che danno il meglio di sé proprio quando la stagione turistica non è ancora entrata nel vivo. Ragusa Ibla è uno di questi. In questo periodo dell’anno, il borgo siciliano abbandona la confusione estiva e si mostra nella sua veste più autentica: silenziosa, pulita e illuminata da una luce limpidissima.
Passeggiare per Ragusa Ibla a fine inverno è un’esperienza rilassante. L’aria è fresca, le strade sono poco affollate e si può godere della bellezza del barocco senza fretta. Tra i vicoli stretti si sente il profumo del pane appena sfornato e della legna che brucia nei camini, mentre i gatti si godono i primi pomeriggi di sole sulle scalinate di pietra.
Non serve seguire un itinerario preciso o cercare monumenti famosi a ogni costo. Il bello di questo borgo è proprio perdersi tra le sue curve, osservare i dettagli dei balconi scolpiti e lasciarsi guidare dal ritmo lento dei residenti. È la Sicilia delle cose semplici e della gentilezza spontanea. Ragusa Ibla non ha bisogno di grandi presentazioni o effetti speciali: è un posto che conquista chiunque cerchi un po’ di pace e bellezza vera.

Ragusa è fatta di due anime: quella moderna, ordinata e spaziosa, e quella antica, Ibla, che sembra ancora vivere in un’altra epoca. Scendere da Ragusa Superiore verso Ibla è come attraversare il tempo. Le strade si stringono, le luci si fanno più calde, e all’improvviso appare la cupola di San Giorgio, che domina il borgo con la sua eleganza.
Da qui in poi, non serve una mappa. Basta seguire la curiosità. Ogni curva nasconde un balcone fiorito, una bottega di ceramiche, un odore di sugo che esce da una finestra aperta. Tutto in Ibla è vicino, tutto è a misura d’uomo.
Il Barocco siciliano, qui, non è solo un’espressione artistica. È un modo di essere, un modo di vivere. Le chiese, i palazzi, i portali scolpiti: tutto sembra nato per dialogare con la luce, che cambia di ora in ora e trasforma i colori della pietra.

La Piazza Duomo è il punto da cui tutto comincia. Sedersi su una panchina e guardare la Cattedrale di San Giorgio mentre il sole cala dietro la cupola è uno di quei momenti che restano impressi nella memoria. Intorno, piccoli bar e botteghe dove il tempo sembra fermarsi.
Da lì parte il Corso XXV Aprile, la strada principale, piena di palazzi nobiliari e negozietti di artigiani. Lungo il cammino si incontrano chiese e scorci panoramici che lasciano senza parole, ma anche bambini che giocano per strada e signore che parlano tra i balconi. È questo il bello di Ibla: la vita che scorre, semplice e vera.
Poi c’è il Giardino Ibleo, un luogo di pace affacciato sulla valle. Si sentono solo il canto degli uccelli e il rumore lontano del vento. Perfetto per una pausa o per godersi un tramonto che tinge tutto d’oro.
Se ti piace camminare, puoi seguire i sentieri che scendono verso la valle dell’Irminio. Sono percorsi facili, ma suggestivi, immersi tra ulivi, muretti a secco e resti di antichi mulini.

Ibla non è un luogo da visitare di corsa. Va vissuta piano, passo dopo passo. La sera, quando le luci si accendono e la pietra si tinge d’ambra, tutto sembra sospeso. È il momento in cui capisci che non si tratta solo di un borgo barocco, ma di un piccolo mondo dove la bellezza è quotidiana, naturale, quasi inconsapevole.
Visitare Ragusa Ibla è come entrare in una fotografia che si muove: lenta, piena di luce e di calore umano. Non serve molto, basta lasciarsi portare. Il resto lo fa lei, con la sua pietra dorata, i vicoli silenziosi e la gentilezza della sua gente.

Sono Alessio Gabrielli, ho 28 anni. Laureato magistrale presso l'Università La Sapienza di Roma in Media, comunicazione digitale e giornalismo. Mi occupo dal 2022 della gestione editoriale del sito GoodTrekking portando avanti la mia passione per il trekking e l'outdoor
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