Etna in e-bike tra, lava, neve in quota, ecosistemi e piccoli borghi: l’anello di sei Comuni

Francesca Barbarancia  | 30 Mag 2026
Biking sull'Etna_1615317328

Un viaggio in direzione della “Montagna”

Atterrare all’aeroporto siciliano di Catania significa già percepire la presenza dell’Etna. Non serve ancora vederla: basta alzare lo sguardo verso l’entroterra o forse, per intuirne l’essenza, non occorre nemmeno quello: signora e padrona monumentale di vita sotterranea ed emersa, essa (la decliniamo al femminile) domina il paesaggio orientale della Sicilia.

Per chi vive qui, però, l’Etna si traduce anche in una relazione psicologica complessa: è “a Muntagna”, la Montagna. Una entità viva, familiare, che assume le fattezze di una dea scontrosa, la grande madre capace di proteggere e favorire o  distruggere a seconda dei casi.

Sommità dell'Etna imbiancata - foto di Andrea Scotto
Sommità dell’Etna imbiancata

Geograficamente parlando, il vulcano appartiene interamente alla provincia di Catania e diversi comuni, collegati tra loro dal parco regionale, hanno un territorio che si estende fin quasi ai crateri sommitali: Zafferana Etnea, Trecastagni, Milo, Sant’Alfio, Piedimonte (a est) – Linguaglossa, Castiglione, Randazzo, Maletto (a nord) – Bronte, Maniace, Adrano e Biancavilla (a ovest) – Paternò, S. Maria di Licodia, Belpasso, Nicolosi (a sud).

Sei Comuni vulcanici

Etna_2086724377

Con questa consapevolezza dei rapporti tra l’uomo e la lava inizia il nostro itinerario lento (ma non troppo) perimetrato su sei Comuni – Nicolosi, Milo, Zafferana Etnea, San’Alfio, Linguaglossa e Castiglione di Sicilia –  i quali rappresentano, senza esaurirlo, l’elemento umano che cinge e anima le pendici dell’Etna. Tre giorni per carpire alcuni frammenti di un territorio e di un modo di vivere, un’esperienza costruita tra e-bike, assaggi di vino e d’olio, piste ciclabili in quota, paesini e borghi, lampi barocchi e racconti di chi abita ogni giorno un luogo unico.

Zafferana Etnea è la nostra base, punto ideale per esplorare il complesso sistema  vulcanico immergendosi in un territorio dove natura, agricoltura e identità locali convivono da sempre.

In e-bike tra vigneti lavici e paesi sospesi

A 2000 metri sull'Etna
A 2000 metri sull’Etna – foto di Andrea Scotto

La prima giornata è dedicata all’esplorazione in e-bike: circa 30 chilometri con lievi pendenze da Milo a Castiglione costeggiando da un lato il Monte Fontane, il Monte Baracca, il Monte Crisimo e il Monte Colarandazzo. Attraversiamo strade secondarie, terra nera vulcanica ornata di ginestre, piste ciclabili, muretti a secco e vigneti aggrappati alla montagna. Pedalare nella brezza mattutina, bagnati dal sole e immersi nel verde, significa sincronizzarsi idealmente col ritmo dell’Etna, senza fretta, ascoltando il vento e osservando il lento disvelarsi del paesaggio che dispone anche di un lato rivolto verso il mare blu cobalto, non lontano da Taormina.

La seconda giornata, questa volta impegnata con i pulmini e poi con un mezzo apposito, punta verso il cielo, in direzione delle bocche più alte dell’Etna dove, in questo periodo di maggio, ancora regna la neve e forte soffiano i venti in quota. L’incontro col vulcano  avviene a circa 3000 metri e in quel momento si intuisce la dimensione del sistema di fuoco vivo che ribolle nelle viscere profonde.

L’aperitivo sull’Etna e il volto più estremo del vulcano

Etna wine tasting_2661961143
Aperitivo sull’Etna

Splendido l’aperitivo a sorpresa a 2000 metri, appesi ai crateri anneriti. In quota e nel silenzio, con assaggi di bianchi e rossi Enkelados  fiancheggiati da taralli locali, ci ritroviamo circondati da paesaggi lunari e vegliati dalla sommità, imbiancata, sui picchi.

Intorno a noi un manto vegetale diversificato, che muta e si evolve a mano a mano che si scende a valle: si scorgono piante e arbusti di saponaria, di astragalo di senecio e di romito; più in lontananza, verso il basso, pini e betulle; si ascoltano nel vento delicati pigolii e trilli di uccelli.  L’Etna è da decenni il laboratorio di studio di tutti i vulcanologi del mondo ma è anche un immenso ecosistema che ospita flora con piante. Sulle pendici e nei boschi abbarbicati sui versanti si possono avvistare volpi, gatti selvatici, istrici e conigli, nonché uccelli rapaci come l’aquila reale, la poiana, il falco pellegrino e lo sparviero.

Qui la natura appare in continuo movimento: nulla sembra davvero definitivo. Ed è forse questa precarietà  tendenzialmente permanente che ha insegnato agli abitanti etnei come convivere con il cambiamento e a dominarlo, nei limiti del possibile.

Il turismo lento alle pendici dell’Etna

Etna sull'e-bike - foto di Andrea Scotto
Etna sull’e-bike – foto di Andrea Scotto

Nel corso della seconda giornata abbiamo attraversato, almeno in parte, i Comuni del comprensorio etneo al fine di approfondire la conoscenza del territorio. Ogni paese possiede la propria identità, ma tutti condividono lo stesso rapporto ancestrale con la Montagna. Anche l’elemento spirituale, espresso da numerose chiese barocche, appare forte nella sua richiesta di quiete e clemenza degli elementi naturali.

Questo itinerario, focalizzato su sei Comuni dell’Etna non riguarda soltanto il visitare luoghi, fare assaggi di olio o di vino ma di ascoltare storie, sentire energie umane, attraversare paesaggi e osservare come uomo e natura continuino qui a dialogare ogni giorno, spesso in modo asimmetrico.

Tra e-bike, enogastronomia, neve e lava, il viaggio sull’Etna diventa così qualcosa di più di una semplice esperienza outdoor: è un modo per entrare in contatto con una delle realtà naturali più vive, potenzialmente temibili e affascinanti d’Europa.

Dove dormire

Hotel Esperia Palace a Zafferana Etnea. Un indirizzo comodo per procedere alla perlustrazione dei “domini dell’Etna”.

Olio extravergine dell’Etna

A Nicolosi oil-tasting di grande qualità presso l’azienda Serafica che coltiva vigneti e uliveti sul versante Sud dell’Etna (www.serafica.it).

Un ringraziamento si deve al Comune di Nicolosi, in particolare al Sindaco Nicola Pulvirenti e all’Assessore al Turismo Pina Gemmellaro, capofila del progetto che ha per oggetto la promozione e la valorizzazione turistico-digitale attraverso una app dedicata e un sistema di bike-sharing lungo l’itinerario della lava e delle vigne del Parco dell’Etna Unesco.

 

 

Francesca Barbarancia
Francesca Barbarancia

Esperta di Marketing, Comunicazione e Turismo con oltre 25 anni di esperienza. Docente di Marketing e Turismo presso diverse università americane a Roma, attualmente è ricercatrice universitaria sull'Intelligenza Artificiale legata all' apprendimento.

In evidenza


Articoli più letti

©  2026 Valica Spa. P.IVA 13701211008 | Tutti i diritti sono riservati.
Per la pubblicità su questo sito Fytur