Che tu sia alla ricerca di relax o movimento, questo massiccio del Molise è sempre la scelta giusta! Stiamo parlando del Monte Miglio, che riserva ai suoi visitatori paesaggi mozzafiato e location in cui il tempo sembra essersi fermato. Basti pensare che sono svariati gli itinerari che vengono seguiti in zona ogni anno da amanti dell’escursionismo ma anche da semplici curiosi che scelgono di addentrarsi nel territorio silvestre di questa meravigliosa regione.

L’itinerario che conduce da San Pietro Avellana a Monte Miglio è di tipo escursionistico e arriva sino a 1.350 metri s.l.m., nel medesimo comune con un dislivello di 584 metri in salita e di 236 metri in discesa. La partenza è fissata dal Corso Regina Margherita, dove è possibile parcheggiare l’auto, giungendo poi a piedi in piazza Umberto I a 978 metri s.l.m.. La lunghezza del percorso è di quasi 12 chilometri, tra andata e ritorno.
Il tempo che si stima necessario per percorrere l’itinerario è di quasi tre ore ed è così ripartito:
La segnaletica lungo il tratto da percorrere non è sempre presente. La passeggiata tra i faggeti è davvero suggestiva e verrebbe la voglia di bere dalle numerose fontane lungo il percorso, ma questo desiderio va placato in quanto non sempre si tratta di fonti di acqua potabile. Durante il percorso è possibile visitare l’eremo di Sant’Amico e si incontrano delle fortificazioni di epoca sannita.

L’itinerario da Ortona a Monte Miglio è adatto anche ai meno avvezzi all’escursionismo, tant’è che è classificato di tipologia facile. Ciò non toglie che si tratta di percorrere circa tre ore in salita, con un dislivello di 600 metri, per cui bisogna camminare in totale per sei ore. Il percorso è sprovvisto di segnaletica pertanto annotate queste informazioni.
Partendo da Ortona, dopo aver parcheggiato l’auto in zona Santa Maria, bisogna imboccare il sentiero che spinge fino alla statua della Madonna. In alternativa, è possibile parcheggiare nel bosco per poi risalire le curve sino all’Alto della Cona che si incrocia con il Vallone di Mezzana. Da questo punto vi sono due possibili percorsi:
Tra i due percorsi, la differenza è che il secondo dona una bella visuale sul Lago di Scanno, anche se è un po’ più lungo. Entrambi sono molto affascinanti poiché attraversano querceti, faggeti e pini silvestri con superba vista sui monti più alti d’Abruzzo e del Lazio, Gran Sasso e Majella inclusi. Da qui, una visita al Parco Nazionale d’Abruzzo è d’obbligo. La difficoltà stimata per le varianti del percorso è pressoché la stessa.

Altro affascinante percorso che conduce al Monte Miglio è quello che vede la partenza fissata da Anversa degli Abruzzi, compreso nella Comunità montana Peligna e classificato tra i Borghi più Belli d’Italia, anche per la presenza delle Gole del Sagittario, meraviglia naturale che trae il suo nome dal fiume che l’attraversa.
Si parte, dunque, dai Monti Marsicani con ben 50 cime superiori ai 200 metri, classificati come il sesto gruppo più elevato nell’Appennino continentale. L’altezza che si raggiunge al culmine di questo percorso sul Monte Miglio è di 1.712 metri, con partenza dai 584 metri di Anversa degli Abruzzi. Il percorso è classificato EE, poiché presenta un dislivello di 1.150 metri sia in salita sia in discesa. L’itinerario si snoda per meno di 20 chilometri ed è percorribile in circa 6 ore.
Si può giungere ad Anversa degli Abruzzi in auto per poi parcheggiare in piazza e proseguire a piedi sino a 600 metri s.l.m., seguendo una stradina sterrata fino al sentiero n.17 che porta a 1.250 metri. Questa salita è molto ripida per cui si consiglia di portare con sé uno zaino da trekking non pesante e dell’acqua. Alla fine di questo percorso si trova un rifugio dove è possibile ristorarsi, a quasi 1.500 metri d’altezza.
Da qui si arriva sino in cima al Monte Miglio per poi scendere fino al Pizzo Marcello, giungendo al sentiero n.17 che porta sino al parcheggio. Se decidete di percorrere questo itinerario, munitevi anche di lampada frontale e di bastoncini telescopici.
Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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