È forse il canyon più fotografato al mondo? Il motivo è facile da capire

Claudia Giammatteo  | 19 Apr 2026

La roccia arenaria sfumata di arancio-rosa, da scoprire percorrendo un lungo cunicolo scavato nel corso del tempo dalle acque che scendono dalle montagne di Page, in Arizona (USA) in una valle arida e deserta.

Impetuose, hanno percorso chilometri e chilometri prima di arrivare qui, modellando la pietra e creando creste, rientranze, rotondità, asperità varie in un disegno estremamente creativo cui ha collaborato e collabora con fantasia pure il vento. L’Antelope Canyon, grande meraviglia della natura, offre un percorso stretto ma sufficientemente largo da poter essere attraversato ammirando le curiose forme assunte dalla roccia che, quando la luce penetra dall’alto, prende sfumature splendide e diverse, di tali intensità che tanti materiali diversi sembrano essere racchiusi proprio qui.

Pronti a scoprire i dettagli di questo fantastico posto?

Antelope Canyon: informazioni utili per il viaggio

Elevazione1.129 metri sul livello del mare
Lunghezza607 metri (200 l’Upper, 407 il Lower)
Profondità37 metri
TipologiaSlot canyon
Collocazione geograficaPage, Arizona (USA)
Visitabile
Apertura
  • Da fine marzo al 1° novembre dalle 8 alle 17
  • Dal 2 novembre a inizio marzo dalle 9 alle 15

Antelope Canyon: il capolavoro roccioso dell’Arizona dove giocano luci e ombre

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Le visite presso l’Antelope Canyon sono organizzate esclusivamente dalle guide Navajo, il popolo che un tempo era padrone di queste terre. Tra l’altro, fu proprio una donna Navajo che negli anni Trenta del secolo scorso scoprì il canyon, correndo dietro a una capra del suo gregge. L’Antelope Canyon è diviso in due tratti che possono essere visitati. La durata dell’escursione si aggira per entrambi i percorsi tra un’ora e mezza o due ore.

In genere, per apprezzare completamente i ghirigori di luci e ombre regalati dal sole, è consigliabile riuscire ad entrare intorno alle 11-11.30. Per godere al meglio della luminosità, inoltre, il periodo ideale è tra marzo e ottobre, anche se bisogna considerare che agosto e settembre possono essere piovosi e, dunque, non è possibile entrare nel canyon, perché il rischio alluvioni è molto elevato.

Upper Antelope Canyon

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Uno dei percorsi è l’Upper Canyon, conosciuto pure come “la spaccatura” o “the crack”. Per il popolo indigeno dei Navajo, è “il luogo dove l’acqua scorre attraverso le rocce”. Ci si arriva accompagnati da fuoristrada: si attraversa una grande distesa di sabbia, cioè il letto superficiale del fiume che scorre nel canyon. La visita si svolge a piedi, nel cunicolo con il suolo di sabbia molto fina e morbida. Questo tratto è accessibile a tutti e qui il sole si sofferma con frequenza a creare i suoi straordinari giochi di luce. A un certo punto, il sentiero finisce e si deve ritornare indietro nello stesso percorso dell’andata, in senso inverso. Nonostante la confusione e il vociare, l’incanto dell’Upper Canyon non svanisce.

Lower Antelope Canyon

Il Lower Canyon è anche detto “il cavatappi” o “the corkscrew”; per i Navajo è hazdistazí, “il luogo degli archi di roccia a spirale”, descrizione perfetta per questo territorio. Più impegnativo del suo gemello diverso Upper Canyon, rispetto a quest’ultimo è meno profondo ed è indicato a chi ha un minimo di allenamento o ha semplicemente voglia di mettersi in gioco. Ci sono scalette di ferro per arrampicarsi nei vari livelli accessibili e, in alcuni tratti, ci si deve appiattire poiché la roccia si restringe e si abbassa. Una piccola grande “avventura” nel ventre della Terra, per la felicità di grandi e sicuramente pure di piccoli visitatori in grado di apprezzare le strepitose curiosità che la geologia esibisce passo dopo passo.

Anche qui, ovviamente, la luce filtra dall’alto nella spaccatura rocciosa, regalando magia. Un vantaggio di cui è privo l’Upper Canyon è che, su tale tratta, c’è in genere meno gente, quindi aumenta la sensazione di stare in un’altra dimensione, avvolti da un silenzio affascinate. Si esce da un punto diverso da quello dell’entrata, risalendo da un percorso costituito da quei “decori” naturali che sono affranti, nicchie, creste.

Claudia Giammatteo
Claudia Giammatteo

Giornalista pubblicista, laureata in lettere. Scrivo da sempre, prima per passione, poi anche per lavoro, prima sulla carta stampata e ora sul web per raccontare brand, luoghi ed esperienze.

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