
Refrontolo è una cittadina in provincia di Treviso di neppure 2 mila abitanti, dove sorge un antico mulino originario del 1600 che sfrutta (ancora oggi) le acque del torrente Lierza, uno degli affluenti del fiume Soligo, proprio ai piedi di una spettacolare cascata di 12 metri. Il meraviglioso Molinetto della Croda può essere raggiunto tramite un percorso davvero suggestivo, tra la natura del Veneto.
L’itinerario ad anello che vi proponiamo, inoltre, conduce fino alla fattoria “La Mondaresca”, in direzione del Monte Pizzoc e della Piana del Cansiglio, inoltrandosi tra boschi e vigneti. L’obiettivo è raggiungere la Costa Bavera, strada bianca tra i vigneti, per ridiscendere verso il Molinetto, in un cammino boscoso inframmezzato da vigneti, molto evocativo.
La struttura del mulino poggia direttamente sulla roccia nuda, la “croda”, appunto, da cui deriva il nome. Il Molinetto era usato anche come abitazione ed è stato rimaneggiato più volte negli anni, fino al termine dell’attività nel 1953. Dopo anni di abbandono, oggi è di nuovo operativo, grazie al Comune, che ha restaurato tutto il complesso, compresa l’enorme ruota di legno con gli ingranaggi e la macina interna, facendone un museo visitabile che racconta la storia, la cultura della molinatura e la vita dei mugnai di questa parte di Veneto, sempre alle prese non solo con la fatica del lavoro ma anche con la paura delle alluvioni del Lierza, che spesso uscito è dal suo letto creando diversi disastri.
Durante una visita guidata al Molinetto della Croda, simbolo di una civiltà rurale ormai scomparsa, è possibile assistere alla dimostrazione di come veniva macinata la farina del granoturco e curiosare nelle stanze interne con vista sulla cascata. Un’esperienza davvero interessante, che consiglio di fare!
Il posto è molto suggestivo anche dal punto di vista naturalistico ed ideale per pic-nic (ci sono aree attrezzate allo scopo). Con comode scarpe da trekking si può salire sopra la collina alle spalle del mulino, tramite un piccolo sentiero che porta fino al parcheggio e approfittare dei tanti itinerari che si diramano nei dintorni, tra la flora rimasta abbastanza inalterata nel corso dei secoli.
Oltrepassando il Molinetto, che sta a quota 190 metri, e superando il torrente Lierza su un ponticello di legno, in leggera salita, tra zone pianeggianti a prato, qualche vigneto e tratti in mezzo al bosco misto, si possono percorrere i camminamenti usati dai minatori che estraevano la lignite fino agli anni ’50 del secolo scorso, esplorando le miniere e altri resti di archeologia industriale.
Si può, poi, proseguire per raggiungere, dopo un dislivello di circa 200 metri e una lunghezza complessiva di 4 chilometri, il Casinet de Och, anche detto Bivacco Marsini. Si tratta di una vecchia abitazione rurale in mezzo alla vegetazione che ora accoglie i viandanti e da cui c’è una bella vista sulle Prealpi trevigiane, una vera oasi di pace. Nel percorso si incontrano tratti fangosi, quindi è consigliato vestirsi in modo adeguato.
Da questo punto si può ritornare verso il Molinetto, magari fermandosi in una delle aziende produttrici di Prosecco per una degustazione. L’Associazione Molinetto della Croda organizza questi deliziosi tour enologici.

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.
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