
Hai presente quei posti che vedi nelle foto e pensi “ma è vero o è generato con l’AI”? Ecco, la Scozia è esattamente così. Solo che quando arrivi, scopri che le foto in realtà non le rendono giustizia. Le Highlands sono una di quelle cose che devi vedere con i tuoi occhi per crederci.
Qui su GoodTrekking di solito parliamo di sentieri nostrani, ma ogni tanto ci piace concederci una scappatella. E quando lo facciamo, deve valerne la pena.
La Scozia, con i suoi trekking che ti portano in posti che hai già visto mille volte online, vale decisamente la pena. Il bello? Non devi essere un super atleta per vivertela. Non servono spedizioni estreme né notti in tenda a -10 gradi. I trekking di cui vogliamo parlarti sono alla portata di tutti: un buon paio di scarpe, un giacchetto impermeabile (perché sì, il meteo cambia in continuazione), e tanta voglia di camminare con gli occhi spalancati.
L’itinerario di Trippo è pensato proprio per te: portarti nei punti più belli senza pretendere che tu sia un escursionista consumato. In otto giorni vedi alcuni dei paesaggi più iconici della Scozia, senza forzare i ritmi.

Si parte da Edimburgo, e già dal primo istante senti che è una città diversa. L’odore dell’erba bagnata, il rumore delle ruote sulla pavimentazione in pietra, il vento che arriva dal mare e ti scompiglia i capelli mentre cammini per il Royal Mile. Qui trovi l’Arthur’s Seat, un vulcano spento, tranquillo, da millenni, proprio nel mezzo della città. Ci metti mezz’ora a salire, e mentre lo fai senti l’aria che diventa più fresca, il silenzio che piano piano sostituisce il rumore del centro. Da lassù vedi tutta Edimburgo, il mare, le colline. È il modo perfetto per iniziare: una camminata semplice, ma con una vista che ti fa capire subito che sei in un posto speciale. Poi ti perdi tra i vicoli della città vecchia, attratto dal suono della cornamusa di un musicista di strada. Edimburgo ha un’anima antica, la senti addosso.
Da lì ti sposti a Glasgow, e già qui il viaggio cambia ritmo. Glasgow è più ribelle, più viva, con i suoi murales colorati e i palazzi in mattoni rossi che sotto il sole assumono un colore caldo. Una toccata e fuga, prima di fare sosta in una delle tantissime distillerie di whisky, perché non puoi venire in Scozia senza assaggiarne il vero “carburante”. Entri e subito ti colpisce quell’odore: cereali, torba, legno vecchio, qualcosa di affumicato che non sai descrivere ma ti resta nel naso. Ti raccontano come si fa, ti fanno assaggiare, e quel primo sorso caldo che ti scende in gola ti fa capire perché qui il whisky è quasi una religione.
Ma la vera destinazione è un’altra; con il van privato, Trippo ti porta nelle Highlands, più precisamente a Glencoe, e qui inizi a capire veramente quello che la Scozia può offrire. Le valli si aprono davanti a te con montagne che sembrano scolpite col coltello, e un silenzio così profondo che non sei abituato a sentire. L’aria è umida, sa di pioggia recente, il terreno sotto i piedi è morbido. Qui affronti la prima vera camminata, la Devil’s Staircase. Il nome sembra uno scherzo, ma in realtà è un sentiero antico, una vecchia strada militare utilizzata dai lavoratori per trasportare materiali alla vicina diga di Blackwater.
Salendo dolcemente, senti i battiti aumentare lentamente, dietro di te vedi la valle che si allarga, delicata, verde, con i raggi di sole che la illuminano a macchie (a volte in realtà completamente circondata dalle nuvole). Il nome “Scala del Diavolo” viene dai tempi in cui i soldati la attraversavano a piedi con il maltempo, di notte, dopo essersi rilassati nel pub più vicino alla diga, il Kingshouse Hotel. È facile quindi immaginare perché alcuni lavoratori l’abbiano rinominata “diabolica”. Oggi però il percorso è ben segnato, è il punto più alto della famosa West highland Way e con le giuste scarpe e un po’ di buona volontà è una camminata alla portata di tutti. Quando arrivi in cima e guardi indietro, ti viene spontaneo chiederti come sia possibile che un posto così esista davvero.

A questo punto ormai hai già capito l’essenza scozzese, ma il culmine del viaggio arriva sull’Isola di Skye. Qui, preparati a restare senza parole. Skye è un concentrato di tutto ciò che rende la Scozia magica. Si comincia dal Quiraing. Se hai mai cercato “Scozia” su Google e hai visto quelle foto con prati verdi, pinnacoli di roccia che sembrano guglie e un’atmosfera da altro mondo, ecco, sei nel Quiraing. Cammini su un anello che si snoda tra queste formazioni rocciose pazzesche. Senti l’erba alta che ti sfrega contro i polpacci, un verde quasi accecante e i laghi tutto intorno. Ogni due minuti ti fermi a fare foto perché non puoi credere a quello che hai davanti.
Poi c’è l’Old Man of Storr. Più ruvido rispetto al Quiraing, un pinnacolo di roccia che si alza verso il cielo, circondato da un paesaggio che sembra dipinto. La salita è breve, massimo un’ora, quasi tutta dritta e ti porta proprio alla base di questo “vecchio uomo” di pietra. Intorno, massi enormi, e quella luce nordica che rende tutto diverso rispetto all’Italia. Ti siedi su una roccia, con un po’ di fiatone, senti il sole tiepido sul viso o la pioggerellina sottile che ti bagna le guance, e pensi che in posti così ci si dovrebbe stare più a lungo.

La visita a Skye si chiude con il Neist Point Lighthouse, che è più una camminata che un trekking vero e proprio, ma anche qui il panorama non lascia delusi. Cammini lungo la scogliera, senti l’odore di salsedine, il rumore delle onde che si infrangono sotto di te. Il faro è lì, bianco contro il cielo, e se sei fortunato, oltre alle pecore, magari vedi anche qualche delfino. Perfetto per l’ultimo tramonto.
Ma la Scozia non è solo paesaggi epici. Ci sono anche i villaggi che sembrano usciti da un antico racconto, come Crovie e Pennan. Quelle casette basse a ridosso degli scogli, l’ultimo baluardo di un antico passato fatto di pesca e una vita semplice. Ti fermi in uno di questi piccoli borghi, entri in un pub, e senti subito l’odore di birra scura, di cibo caldo. La gente del posto ti sorride, e ti racconta storie di pesca, tempeste e di come un tempo, questi gioielli così ben conservati hanno rischiato di scomparire per sempre. Ti siedi vicino al caminetto, ti scaldi, ti godi il rumore del fuoco che scoppietta, e pensi che forse è proprio questo il vero viaggio: non solo camminare, ma anche fermarsi e ascoltare.
Perché la Scozia fa così: all’inizio ti prende a schiaffi con vento e pioggia, poi dopo qualche giorno inizi a entrarci dentro davvero. E a quel punto la guardi in modo diverso.
Se ti è venuta voglia di infilare gli scarponi e partire, l’itinerario di Trippo dura 8 giorni, si viaggia in piccoli gruppi, massimo 8 persone e ci si sposta con un van privato, guidato dal tour leader.
Si dorme in hotel carini e in cottage circondati da prati e pecore, nessuna camerata. Insomma, fai il pieno di natura ma la sera hai il letto comodo, una birra al pub, e qualcuno che conosce il posto e ti sa consigliare dove andare.
Se vuoi saperne di più, chiedi informazioni ai ragazzi di Trippo, le partenze sono previste in primavera ed estate.

Sono Alessio Gabrielli, ho 28 anni. Laureato magistrale presso l'Università La Sapienza di Roma in Media, comunicazione digitale e giornalismo. Mi occupo dal 2022 della gestione editoriale del sito GoodTrekking portando avanti la mia passione per il trekking e l'outdoor
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