Amatissimi dalla Principessa Sissi, questi giardini sono un vero e proprio tesoro floreale da scoprire

Antonia Festa  | 22 Mar 2026

Amatissimi dalla Principessa Sissi e adorati dai turisti. I Giardini di Castel Trauttmansdorff sono, a tutti gli effetti, una delle principali attrazioni di Merano, città gioiello dell’Alto Adige – Südtirol. Il Gärten von Schloss Trauttmansdorff, questo il suo nome in tedesco, è uno spazio verde di ben 12.000 metri quadrati, che sorge nella parte orientale della città di Merano, e che circonda l’antico Castel di Nova, altrimenti conosciuto come Castel Trauttmansdorf.

Costruito a partire dal XIV secolo, sulle rimanenze dell’antico Neuberg, lo Schloss Trauttmansdorf prende il nome dalla famiglia che lo acquistò a metà del Cinquecento, ma la sua fama si deve a Elisabetta di Baviera, nota come Sissi, che lo scelse come luogo di villeggiatura a partire dal 1870.

Giardini di Castel Trauttmansdorff costituiscono l’Orto botanico di Merano, che ospita centinaia di specie, inserite in 80 “ambienti botanici”, ovvero macroaree selezionate sia rispetto al clima della zona altoatesina, sia in rappresentanza di specie floreali anche molto diverse tra loro, spaziando dalle piante esotiche alla macchia mediterranea, dai terrazzamenti riempiti con piante alpine a percorsi con alberi e arbusti di ogni misura.

Scoprire Trauttmansdorff significa immergersi in un’atmosfera romantica, appassionata e appassionante, ma anche ottimamente accessibile e, sicuramente, ricca di suggestioni.

Giardini di Castel Trauttmansdorff: informazioni utili

  • Nome: Giardini di Castel Trauttmansdorff
  • Località: Via San Valentino 51A, Merano
  • Superficie complessiva: 12 ettari (120.000 metri quadrati)
  • Anno di apertura: 2003 (ma esistente dal XIV secolo)
  • Orari di apertura 2026: dopo la chiusura invernale, i giardini riapriranno al pubblico il 1° aprile 2026
  • Costo del biglietto: 17 euro (adulti) e 8 euro (under 17). Gratis per under 6 e altre categorie indicate sul sito ufficiale
  • Note: La visita al parco richiede dalle 3 alle 6 ore. Non sono ammessi animali. Le visite guidate vanno acquistate separatamente

Castel Trauttmansdorff e il Touriseum


[foto @lorenza62/ Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

Il Castel Trauttmansdorff è, dal 2003, la sede del Touriseum, il Museo provinciale del Turismo dell’Alto Adige. Questa importante mostra permanente si suddivide in tre aree tematiche: il turismo in Alto Adige visto dalla popolazione locale, il turismo in Alto Adige visto dai turisti e la nascita ed evoluzione del turismo in Alto Adige e Tirolo

Ciascuna delle tre aree presenta pannelli espositivi e testimonianze in tre lingue (italiano, inglese e tedesco) e permette di capire come il territorio altoatesino e tirolese, sostanzialmente sconosciuto ai turisti o comunque difficile da percorrere almeno fino all’Ottocento, si sia convertito in una delle più amate destinazioni turistiche, non solo grazie all’esperienza dell’accoglienza imperiale, ma, in generale, attraverso una presa di coscienza delle potenzialità del territorio.

Visitare il Touriseum è anche un modo utile per capire cosa l’Alto Adige, e Merano nello specifico, ci offrono, e soprattutto è il punto di partenza per godere delle bellezze dei Giardini Trauttmansdorff.

Giardini Trauttmansdorff: cosa vedere


[foto @lorenza62/ Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

Come anticipato in apertura, lo spazio “espositivo” dei Giardini Trauttmansdorff si estende su 12.000 metri quadrati, suddivisi in 80 sezioni. La mitezza del clima di Merano, che è decisamente più caldo di quello delle vette circostanti, ha permesso nel corso dei decenni di sviluppare una “cultura del verde” molto più ampia di quella che si potrebbe aspettare a queste latitudini.

Ecco, dunque, che l’esperienza di visita si arricchisce di aiuole di erbe aromatiche, di piante stagionali che scandiscono un ricco calendario delle fioriture, di giardini acquatici che poggiano su terrazzamenti straordinariamente panoramici, nonché su un richiamo tradizionale, ovvero quello dei paesaggi dell’Alto Adige.

Trauttmansdorff non è, però, solo natura; qui troviamo, infatti, le cosiddette stazioni multisensoriali, spazi dove siamo coinvolti in un viaggio tra olfatto, udito e vista, grazie ai suoni del legno, alle Rocce sonore, alle piante sotterranee, allo zoo alpino.

C’è uno spazio anche dedicato a una “internazionalizzazione del verde”, che passa per la presenza di boschi e arbusti provenienti dalla Florida e dal Giappone, mentre gli spazi italiani sono arricchiti dalla presenza, tra gli altri, dell’oliveto, collocato più a nord del Bel Paese. Per vivere al meglio quest’esperienza,, consigliamo di portare una fotocamera e immortalare gli scorci fioriti più belli.

[foto copertina @lorenza62/ Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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