
Canale Monterano è un posto molto suggestivo e ancora poco conosciuto, da visitare assolutamente se cerchi un’idea per una gita fuori porta vicino a Roma. A circa 1 ora di automobile dalla capitale, infatti, questo borgo ha tanto da mostrare tra natura selvaggia, rovine barocche e paesaggio vulcanico.
Il vero gioiello tutto da scoprire è l’Antica Monterano, immersa nella Riserva Naturale Regionale Monterano. Nella splendida cornice della Tuscia romana, tra i Monti della Tolfa e i Monti Sabatini, nel mezzo di boschi, corsi d’acqua e grotte ci si ritrova tra i resti di una città oggi fantasma, ma che offre ancora bellezze architettoniche seicentesche. L’atmosfera è misteriosa e fiabesca. Qui ci sono addirittura opere di Gian Lorenzo Bernini. Se, inoltre, alcuni scorci ti risultano familiari, non stai avendo un abbaglio: il luogo è talmente unico e particolare che più volte è stato scelto come set cinematografico. L’Antica Monterano fa da scenografia a “Il marchese del grillo”, “Ben Hur”, “Guardie e Ladri”, “Brancaleone alle crociate”.
L’accesso alla Riserva e all’antico abitato risulta gratuito e il Comune indica l’area come accessibile tutti i giorni.
Una passeggiata alla città abbandonata di Canale Monterano è un’esperienza molto affascinante. L’antico abitato, che sorge su un altopiano di tufo, conserva resti architettonici di gran pregio, che spaziano dal Palazzo Baronale degli Altieri alla Chiesa di San Bonaventura e il convento; dalla Fontana Capricciosa con il famoso leone al grande acquedotto dalle arcate monumentali fino a testimonianze di abitazioni, antiche vie, tombe etrusche.
Nel Seicento gli Altieri trasformarono Monterano in una piccola capitale barocca, coinvolgendo anche Gian Lorenzo Bernini nella realizzazione di importanti opere. Lo splendore di quesgli anni, però, inizia a decadere man mano già alla fine del 1600. La città comiuncia a spopolarsi sia per fattori demografici, sia per la malsanità dell’aria, dovuta ai fumi provenienti dalle cave di zolfo posizionate tutto attorno. Nel corso dell’Ottocento si completa l’abbandono che possiamo vedere oggi.
L’impatto visivo dell’Antica Monterano è, comunque, degno di nota. Qui, infatti, le rovine architettoniche sono completamente integrate nel paesaggio: alberi, tufo, forre e vegetazione hanno progressivamente riconquistato l’antico abitato. Ci si ritrova in un museo a cielo aperto. Inoltre, in autunno, i boschi intorno alle rovine assumono colori molto belli, rendendo il luogo particolarmente adatto a una passeggiata fotografica.
Passeggiando nella Riserva Naturale Regionale Monterano non puoi dimenticare una tappa molto interessante dal punto di vista naturalistico. Uno degli angoli più curiosi del posto, infatti, è la Zolfatara. Si tratta di manifestazioni sulfuree e sorgenti mineralizzate. L’acqua e il terreno possono assumere tonalità particolari rossastre, mentre l’odore caratteristico dello zolfo rende immediatamente riconoscibile l’ambiente.
L’area di Monterano, infatti, si trova in un territorio interessato dall’antica attività vulcanica dei Monti Sabatini. Il vulcanismo ha lasciato numerose tracce nel paesaggio, anche se sono soltanto fenomeni residuali legati alla storia geologica dell’area. Il percorso comprende la suggestiva cascata della Diosilla, oltre a diversi corsi d’acqua dalle tonalità rossastre e giallastre legate alla presenza di minerali e zolfo.

Laureata in Scienze Politiche, con master in Relazioni Internazionali, la mia passione è da sempre la geopolitica. Dopo un’esperienza lavorativa presso un’agenzia ONU, ho iniziato a dedicarmi alla scrittura per il web, spaziando nella redazione di articoli e approfondimenti.
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