7 mila ettari di parco per scoprire la bellissima montagna vulcano più famosa d’Italia

Antonia Festa  | 03 Mag 2026

Questo parco naturale nasce su uno dei territori italiani di maggiore interesse dal punto di vista geologico, biologico e storico. Stiamo, ovviamente, parlando del complesso vulcanico costituito dal Monte Somma e dal Vesuvio, uno dei vulcani più studiati d’Europa e l’unico attivo sulla terraferma del nostro continente (assieme al super vulcano dei Campi Flegrei, sempre in Campania). Pronti per un’immersione nelle meraviglie del Parco Nazionale del Vesuvio?

Dove si trova il Parco Nazionale del Vesuvio e quali sono le sue caratteristiche

Il Parco Nazionale del Vesuvio ha sede nel comune di Ottaviano (provincia di Napoli) e si sviluppa per una superficie di oltre 7.000 ettari. Il suo territorio vanta centinaia di specie di flora e fauna. Stando agli ultimi studi, al suo interno sono individuabili oltre 600 specie appartenenti al mondo vegetale ed oltre 200 appartenenti a quello animale.

Numeri impressionanti, soprattutto se si pensa ai terribili danni ambientati provocati dal vasto incendio che si abbatté su tutta l’area nel luglio del 2017, devastando intere aree boschive e distruggendo quasi 2.000 ettari di territorio.

I diversi sentieri di trekking

Il Parco Nazionale del Vesuvio è la meta perfetta per tutti gli amanti di passeggiate ed escursioni in Campania, stanchi degli itinerari “classici” e alla ricerca di percorsi differenti. All’interno dell’area sono, infatti, disponibili ben 11 sentieri ufficiali, caratterizzati sia da diversi livelli di difficoltà che, soprattutto, da paesaggi diversificati.

Si comincia con il sentiero della “Riserva Naturale Tirone Alto Vesuvio”, uno dei più agevoli di tutto il complesso. Un percorso che si estende per circa 8,5 chilometri, che attraversa il bosco ed è quasi interamente in piano (quota massima 690 metri al di sopra del livello del mare). È noto perché possiede uno dei punti panoramici più belli di tutto il parco e può vantare la presenza di quella che si ritiene essere la celeberrima baracca della fattucchiera disneyana Amelia.

Rimanendo in tema sentieri adatti quasi a tutti, vale la pena di citare quello del “Vallone della Profica”. Questo è particolarmente breve (meno di 2 chilometri di lunghezza totale) e consente di ammirare da vicino la coltivazione dei classici pomodorini vesuviani a piennolo.

Per gli escursionisti più esperti, c’è il sentiero intitolato “Lungo il tragitto del trenino a cremagliera”. Come avrai intuito dal nome, il percorso è quello che un tempo collegava l’Eremo del Salvatore a Resina (Ercolano) e che era, per l’appunto, attraversato da un trenino a cremagliera. Anche questo percorso è piuttosto breve (poco più di un chilometri), ma è caratterizzato da pendenze abbastanza forti e, dunque, richiede una certa preparazione.

Tra i diversi sentieri più difficili vanno menzionati anche “La Traversata del Monte Somma” e “La Valle dell’Inferno”. Quest’ultimo è lungo quasi 10 chilometri e permette di ammirare i meravigliosi cognoli di Levante, un esempio imperdibile di lava a corda.

A prescindere dalla difficoltà dei sentieri, è obbligatorio affrontare l’esperienza muniti di calzature e abbigliamento idonei e si consiglia di portare con sé uno zaino con vestiti di ricambio, snacks e acqua.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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