7 giorni per uno dei Cammini storici d’Italia: un viaggio tra natura e piccoli borghi

Antonia Festa  | 05 Mag 2026

Ripercorrere la storia attraverso la natura? Si può, grazie all’avvincente Cammino dei Briganti. Se avete 7 giorni a disposizione e tanta voglia di escursionismo, partite per un viaggio tra natura boscosa e paesini, mulattiere, casali e resti medievali. Ecco tutto quello che c’è da sapere, la storia, il percorso e le informazioni utili per vivere un’esperienza impossibile da dimenticare.

La storia e le origini del Cammino dei Briganti

Ripercorrere la storia attraverso la natura è, senza dubbio, un’esperienza forte, tant’è che sempre più persone scelgono ogni anno di addentrarsi lungo il Cammino dei Briganti, sulle orme della banda di Cartore. A riscoprire il sentiero ci ha pensato Luca Gianotti, esperto di cammini con asinelli lungo il Parco Nazionale del Sirente Velino, nonché guida professionista e ideatore di altri percorsi nell’Appennino Reggiano e sull’isola di Creta. Grazie a una rete di volontari, poi, viene garantita la manutenzione del sentiero.

Il Cammino dei Briganti attraversa il confine tra Abruzzo e Lazio, quello che un tempo era il limite tra lo Stato Pontificio e il Regno borbonico delle Due Sicilie. Proprio i territori della Marsica e del Cicolano raccontano di coloro che nei libri di storia vengono descritti come banditi, che non volevano assoggettarsi al dominio sabaudo prima e all’Unità d’Italia dopo. Si trattava, in realtà, di uomini e donne che lottavano per il diritto alla propria terra e che gli abusi storici, fisici e letterari hanno tentato di sopprimere nel silenzio. La storia, però, riemerge anche dopo anni attraverso strade e sentieri che meritano l’attenzione dei viaggiatori.

Cammino dei briganti: il percorso


[foto @ValerioMei/ Shutterstock.com, solo per uso editoriale]

Questo è uno cammini in Italia più belli. Il percorso ad anello ha il suo punto d’arrivo e di partenza a Sante Marie, nei pressi di Tagliacozzo, in provincia de L’Aquila, e va dagli 800 ai 1.300 metri di quota, lungo 100 chilometri tra la Val de Varri, la Valle del Salto e il Monte Velino. È possibile effettuare il Cammino dei Briganti completo o scegliere singole tappe, alloggiando in tenda oppure presso le strutture ricettive presenti in zona. L’iter è composto da aree attrezzate e le tappe sono opportunamente segnalate e percorribili a piedi, in bicicletta o con gli asini, da soli o in compagnia.

Partendo da Tagliacozzo, si passa per Valdevarri e Nesce in Abruzzo, per poi ritornare nel Lazio percorrendo Cartore, giungendo poi a Santa Maria in Valle, Rosciolo, Magliano de’ Marsi, Casale Le Crete e, infine, a Sante Marie.

L’iter del Cammino dei Briganti, inserito nella Rete dei cammini della Compagnia dei Cammini, è percorribile tutto l’anno, ma va messo in conto che durante l’inverno si potrebbe restare bloccati a causa delle nevicate. Di conseguenza, conviene munirsi di ciaspole. Il periodo migliore è la primavera, durante la quale viene effettuata la manutenzione del percorso. Dal 2016, presso l’ufficio della Riserva delle Grotte di Luppa, coloro che decidono di intraprendere il percorso ricevono il salvacondotto e l’attestato.

Il massimo dislivello si raggiunge con la tappa prevista per il settimo giorno, ovvero 560 metri in salita, ritornando a Sante Marie da Casale Le Crete (Tagliacozzo). Tra le varie soste, ve n’è una facoltativa che va dall’Anello di Cartore al Lago della Duchessa, specchio d’acqua in provincia di Rieti, sito nel comune di Borgorose.

Informazioni utili

È da considerare che non sempre i cellulari prenderanno lungo il percorso, quindi conviene accertarsi della presenza di punti di ristoro/alloggio attivi presenti. Per la stessa ragione, è bene scaricare le mappe offline e munirsi di bussola e cartina. È possibile anche scaricare le tracce GPS, utili per camminare in sicurezza.

Antonia Festa
Antonia Festa

Giornalista pubblicista e giurista, con la passione per il teatro e il trekking. Col mio lavoro mi impegno a esplorare e analizzare a fondo e in maniera trasversale le dinamiche sociali e intellettuali della nostra epoca, per una comunicazione efficace e coinvolgente, che consenta a tutti di avere libero accesso anche alle notizie più tecniche e complesse.

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