Binocoli professionali, come scegliere il modello più adatto a un’escursione

Birdwatching, binocoli trekking

Le dimensioni contano, più che mai quando si tratta di binocoli professionali nel trekking.

Devono essere piccoli e leggeri, in modo da non gravare nello zaino e regalare con il loro uso dettagli essenziali che non è possibile notare ad occhio nudo, un animale in lontananza, un albero solitario su una cima, un ghiacciaio, l’individuazione di un pericolo lontano e così via.

Devono essere robusti, meglio quelli con un rivestimento di gomma valido contro urti o cadute accidentali.

Devono (ma non sempre è così) essere dotati del cosiddetto sistema fogproof, che impedisce alle lenti di appannarsi in seguito a sbalzi di temperatura e umidità, situazioni frequenti in montagna.

I prismi a tetto

I binocoli possono presentarsi come strumenti con pochi ingrandimenti ed offrire una luminosità maggiore, oppure essere modelli prismatici, dotati di ingrandimenti più forti e campi di visione più estesi. Tra questi, per chi va in montagna meglio i tipi con i prismi a tetto, più compatti e più leggeri che, l’abbiamo accennato prima, è la prima caratteristica da notare.

Ma a cos’altro prestare attenzione? Si può dare un’occhiata ai rivelatori numeri impressi sul corpo del binocolo il quale, ricordiamo, è uno strumento che accorpa due cannocchiali terrestri collegati da una cerniera che li adatta ai nostri occhi e che permettono la doppia messa a fuoco, in contemporanea appunto, grazie allo spostamento di un’apposita cremagliera.

L’ingrandimento e il diametro

Per conoscere le caratteristiche di ingrandimento e diametro del binocolo, basta leggere i due numeri separati da una x che indicano ingrandimenti e diametro degli obiettivi del binocolo.

Il primo segnala il valore in base al quale l’oggetto osservato è più grande rispetto alla realtà: 8x o 10x segnala l’ingrandimento appunto di 8 o 10 volte rispetto alla dimensione originale. In questo caso, 10x è il valore massimo di riferimento per una buona visione senza cavalletto: al di sopra la mancanza di stabilità potrebbe far perdere la nitidezza.

Il secondo numero dopo la x è il diametro degli obiettivi che identifica la luminosità: tanto più elevata, quanto maggiore è il suo valore. Ciò significa una maggiore e migliore quantità di dettagli, anche se le condizioni di luce naturale sono scarse. In genere per i trekker si consigliano aperture tra i 20 e i 40 mm, poiché al di sopra il binocolo diventa troppo pesante e ingombrante.

Da segnalare che già a 20 la visione è buona, ma certo un’apertura di 50 mm è ottimale per vedere bene animali che non si lasciano avvicinare (o per osservare le stelle): in questo caso, meglio comunque attrezzarsi con un treppiede, anche se il peso e l’ingombro aumentano. Tutto dipende dunque dall’uso che vogliamo avere del nostro binocolo.

Altre considerazioni utili

Le lenti devono anche essere antiriflesso, soprattutto se sono di vetro (esistono anche modelli che le hanno in plastica) per eliminare interferenze della luce che potrebbero fare scadere la qualità di quanto si vede. Ce ne sono di vario tipo, a seconda degli strati trattati, dal coated (un solo strato) al fully multicoated, con trattamento multistrato su tutte le superfici.

Altri due elementi da considerare: l’angolo di campo espresso in gradi, che indica l’ampiezza dell’area che si può osservare attraverso il binocolo, e il campo visivo, più è ampio e maggiore è la visibilità. Per esempio, se è 142/1000 vuol dire che su una distanza di 1000 metri, si vedono senza difficoltà 142 metri in larghezza.

Talvolta è possibile trovare sui binocoli professionali la scritta “eye relief”. Indica la cosiddetta estrazione pupillare, cioè il limite massimo oltre il quale, allontanando gli occhi dal binocolo stesso, si “perde” l’immagine: una distanza che non dovrebbe essere inferiore ai 10 mm per non creare disturbi visivi. È necessario però che sia maggiore nel caso in cui si portino gli occhiali da vista.

Weatherproof & waterproof

Quando c’è di mezzo l’acqua, bisogna anche prestare attenzione alla funzionalità waterproof, che come suggerisce il nome indica una completa impermeabilità (e ciò va bene per le attività nautiche, per le quali si consiglia anche uno strumento galleggiante).

Per il “semplice” trekking invece serve che il binocolo resista bene alla pioggia, che sia cioè weatherproof.

Come usare un binocolo professionale da trekking

Bisogna afferrarlo saldamente e con tutte e due le mani, cercando una posizione il più possibile stabile e dalla visuale “libera”: non concentrarsi su un fitto bosco, tanto per intenderci, ma guardare lì dove non ci siano elementi di disturbo.

Prima dell’uso, provarlo sempre all’esterno del negozio dove si compra, in modo da capire come si vede in piena luce. Poi si deve regolare la distanza tra gli occhi, partendo dalla massima apertura, fino a che i due semicerchi che si vedono non si sovrappongano fino a formare un’unica immagine circolare.

La messa a fuoco nel binocolo

Si fa così: si chiude in genere l’occhio destro e si ruota la rotella di messa a fuoco fino a che l’occhio sinistro abbia un’immagine bella nitida.

Quindi si chiude questo occhio e si ruota l’anello di regolazione diottrica di destra fino a ottenere anche per l’occhio destro un’immagine nitida. Tenere a mente il valore impostato sulla scala diottrica per l’uso successivo, usando poi la messa a fuoco centrale.

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