ARTVA: cos’è, come funziona e quale modello acquistare

ARTVA
Con ARTVA sciatori e fondisti hanno uno strumento fondamentale per la sicurezza

Uno degli argomenti che talvolta bisogna affrontare sono i rischi ad alta quota. Uno dei maggiori pericoli in montagna è ovviamente quello delle valanghe. In questi casi il tempismo dei soccorsi è fondamentale, ma anche le precauzioni. L’ARTVA è uno strumento davvero prezioso che ogni scalatore o sciatore appassionato di fuori pista dovrebbe portare con se. Si tratta di un apparecchio ricetrasmittente in grado di emettere e ricevere onde radio che consente, a chi rimanga sepolto da una valanga, di segnalare la propria posizione ai soccorritori e dunque di essere trovato nel minor tempo possibile.

Proprio in considerazione della sua fondamentale importanza, e dell’obbligo previsto in alcune regioni, è allora necessario procedere all’acquisto con consapevolezza. Ecco tutto quello che devi sapere sull’ARTVA e i modelli esistenti.

Cos’è l’ARTVA e perché è importante

ARTVA: cos'è e come funziona
ARTVA facilita la ricerca e il soccorso immediato a chi è stato travolto da una valanga

ARTVA è l’acronimo di “Apparecchio di Ricerca dei Travolti in Valanga”. Solo negli ultimi anni è stata aggiunta la T di “travolto”. Insieme a sonda e pala, costituisce un il kit obbligatorio in diverse regioni per chi pratichi fuoripista, sia a livello di sci alpinistico che di escursionismo sulla neve. Il pericolo di una valanga va sempre messo in conto, perciò è fondamentale avere con sé un apparecchio che consenta, nel caso più malaugurato, di essere ritrovato e liberato dalla neve entro i primi 15 minuti.

L’ARTVA è perciò uno strumento che serve in caso di travolgimento da valanga. Durante l’attività invia costantemente la posizione della persona attraverso onde elettromagnetiche. In funzione della modalità di utilizzo può trasmettere o riceve un segnale. Nel caso di travolgimento dalla neve, l’apparecchio del malcapitato comincia ad inviare un segnale che consente di individuare la persona sepolta. Ma a chi trasmette questo segnale? A tutti gli ARTVA che temporaneamente passano in modalità di ricerca. Infatti, oltre alla trasmissione del segnale (TX) lo strumento può ricevere (RX), grazie alla possibilità di commutare le due funzioni. 

Non dimenticare: un ARTVA funziona solamente se ogni componente del gruppo possiede il suo apparecchio, che gli consentirebbe di poter ricevere il segnale e identificare un compagno in pericolo.

Come scegliere il modello adatto a te

La domanda a questo punto sarà: ma un ARTVA comunica solamente con apparecchi della stessa marca? No: è stata stabilita a livello mondiale una frequenza uguale per tutti e ovunque. In questo modo, un ARTVA acquistato in America trasmette e riceve con la stessa frequenza da un prodotto comprato in Italia. L’ARTVA emette e riceve onde radio sulla frequenza fissa di 457 kHZ

Sul mercato ci sono diversi modelli, la cui principale differenza è l’ampiezza dei raggi che dipende da più fattori. Il primo è sicuramente il numero di antenne incorporate nell’apparecchio. Infatti ogni antenna trasmette in una sola direzione. Se nell’apparecchio sono presenti un’antenna orizzontale, una verticale e una trasversale, il mio segnale andrà in tre direzioni diverse e di conseguenza sarà più potente, come il ARVA EVO 4 su Amazon.

ARTVA EVO 4
L’ARTVA EVO 4 è dotato di una doppia fascia da posizionare intorno al busto per una maggiore comodità

Gli ARTVA di base, ovviamente i più economici, tendono oggi a contenerne almeno due. Il Bca-Tracker della BCA su Amazon è un modello alquanto economico ma di ottima qualità. Un modello un po’ più costoso, ma sicuramente ottimamente funzionante è il Mammut Barryvox Europe venduto su Amazon. Normalmente la portata di un ARTVA parte da 20 metri, che costituiscono un buon raggio anche nel caso di una valanga di medie dimensioni.

Inoltre, è raro trovarsi di fronte a valanghe molto più grandi. In generale la portata di un apparecchio dipende da seguenti fattori:

  • qualità del trasmettitore e del ricevitore
  • carica delle batterie
  • posizionamento delle antenne
  • temperatura
  • rumorosità del fondo ambientale

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